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Omicidio Loris Stival, un complice per Veronica Panarello? L’intercettazione: "Nascosto l’altro cellulare"

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Sull’ipotesi di un’azione non isolata del killer di Loris Stival nell’omicidio di Santa Croce Camerina gli inquirenti stanno lavorando da diverse ore, ma bisognerà attendere riscontri concreti nella direzione indicata dalla madre di Veronica Panarello ai magistrati e in qualche modo suggerita da un’intercettazione telefonica per avere certezze a riguardo.

Delitto Santa Croce Camerina: riflettori sulla condizione psicologica della madre

Nella conversazione tra la madre del bimbo e la sorella, acquisita dalla Procura di Ragusa ed esaminata con attenzione dagli investigatori, alcune parole sembrano accreditare la pista della presenza di un complice col quale l’accusata avrebbe progettato o materialmente eseguito il delitto.

La telefonata risalte proprio al giorno della scomparsa del ragazzino e dallo scambio di battute intercettato le intenzioni della signora Stival appaiono chiare, alla luce dell’inquietante frase “ho nascosto bene il cellulare” pronunciata da Veronica Panarello poche ore dopo la morte di Loris.

Il lavoro dei magistrati siciliani titolari delle indagini prosegue senza sosta mentre la donna, unica indiziata per l’atroce omicidio del 29 novembre, si trova reclusa nel carcere di Catania in isolamento e sotto sorveglianza speciale degli agenti della polizia penitenziaria.

(Caso Loris Stival, la madre del ragazzino ucciso in carcere con l'accusa di omicidio)

Gli avvocati della donna puntano all’obiettivo di dimostrare la sussistenza dei presupposti legali per il riconoscimento dello stato di infermità mentale totale o almeno parziale, basandosi sulle affermazioni della madre di Veronica Panarello e su eventuali altre testimonianze in merito alle precarie condizioni psicologiche della 26enne, definita dagli stessi investigatori “disturbata e tormentata”.

“Mia figlia non è un’assassina, difficile che abbia agito da sola, sostiene Carmela Anguzza secondo quanto riferito oggi dal quotidiano La Repubblica in un articolo di cronaca dell’ultima ora sull’inchiesta della Procura di Ragusa per il delitto ai danni del piccolo Loris Stival.

Da qui al riconoscimento concreto di un eventuale complice che avrebbe aiutato l’omicida nell’uccisione del bimbo o nell’occultamento del cadavere, lasciato non senza tracce di violenza ed elementi di prova in un canale a Santa Croce Camerina, la strada è ancora lunga e tortuosa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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