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Omicidio Meredith, Amanda Knox: "Non torno in Italia, ho sostenuto già 86 udienze"

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Il prossimo 30 settembre si aprirà a Firenze il processo in Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio di Meredith Kercher ma Amanda Knox non tornerà in Italia. “Ho Sostenuto 86 udienze e in decine di occasioni ho presentato dichiarazioni spontanee, che altro dovrei dire o fare di più?” dice la Knox che sfida la giustizia italiana e decide di seguire la vicenda da Seattle dove qualche giorno fa ha incontrato il suo avvocato Luciano Ghirga per scegliere una strategia processuale.

Raffaele Sollecito e Amanda Knox insieme a New York: baci tra i due imputati del caso Meredith

La decisione della Cassazione che ha annullato l’assoluzione della studentessa americana e di Raffaele Sollecito fu giudicata clamorosa.“Non voglio sfuggire al nuovo processo che mi attende, ma non torno in Italia perché non capisco" fa sapere Amanda al quotidiano La Nazione. "E dopo quanto accaduto — riferisce Ghirga — risulta davvero difficile darle torto".

Cinque giorni di confronto legale e la ragazza protagonista della triste vicenda giudiziaria è consapevole della sua scelta, è smagrita, preoccupata. La ragazza però non ha nessuna intenzione di presentarsi davanti ai giudici fiorentini, cosa che in realtà in molti temevano potesse succedere.

La Knox prova a vivere la sua vita in attesa del giudizio, è addetta alla catalogazione in una biblioteca, studia, si è fidanzata. Con Raffaele non c’è un rapporto particolare, si sono visti a New York e la cosa fece molto discutere ma non ci è nessun legame affettivo. Che strategia sceglierà Raffaele Sollecito? La famiglia di Meredith commenterà la scelta di Amanda?

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