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Omicidio Pasolini, riaperte le indagini: spunta nuovo Dna

  • LaPresse

Moriva nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975 Pier Paolo Pasolini, ucciso in maniera brutale da un giovane, Pino Pelosi, percosso a colpi di bastone e travolto dalla sua stessa auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia, località del Comune di Roma.

Oggi a distanza di 35 anni le indagini per l'omicidio dello scrittore, grande intellettuale, sono state riarpete. I Ris, infatti, hanno trovato il Dna di un terzo uomo che dimostrerebbe che Pasolini e il suo assassino non erano soli quella notte. Dalle indagini condotte sui reperti conservati per anni al Museo di criminologia di via Giulia sono emerse tracce ematiche che non appartengono a nessuno dei due. Il dna estratto dalle tavolette trovate sul posto, utilizzate per colpire lo scrittore e dagli indumenti, appartiene dunque a qualcun'altro. Ma a chi?

Una scoperta che confermerebbe quanto detto da Pelosi nel maggio 2005, quando, a sorpresa, nel corso di un'intervista televisiva, affermò di non essere stato l'autore del delitto di Pasolini, ma che al contrario a commettere l'omicidio sarebbe state altre tre persone.

Pino Pelosi fu condannato per quel delitto a 9 anni di reclusione. L'uomo aveva 17 anni quando venne fermato nelle ore seguenti l'omicidio alla guida della Alfa Romeo Giulia GT 2000 di Pasolini mentre guidava contromano sul lungomare di Ostia.

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