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Roma, svolta nelle indagini dell'omicidio di Prati

Venerdì sera a Roma in via Col di Lana, a pochi metri dal Teatro delle Vittorie, è stato ucciso l'imprenditore di 46 anni Roberto Ceccarelli. Per l'omicidio è stato arrestato Attilio Pascarella, ma nelle ultime ore è arrivato un secondo fermo. Il provvedimento è stato disposto per un 35enne italiano, un pregiudicato della Magliana. Sarebbe stato lui a premere il grilletto e ad uccidere Ceccarelli.

Una svolta dopo la piena confessione del 70enne Pascarella, un senza fissa dimora che vive in un'auto. Confessione che aveva insospettito gli investigatori della squadra mobile, i quali dopo indagini a tutto campo hanno individuato un'altra persona, che ritengono con ogni probabilità il vero assassino. Dall'interrogatorio del 35enne, dopo il quale è scattato il fermo, sembra esser venuto fuori che la pistola che ha sparato l'aveva in mano lui e non l'uomo che ha confessato.

A quanto pare quello dell'imprenditore ucciso era un passato poco pulito. Legami con esponenti legati alla Banda della Magliana e poi truffe, inchieste sul riciclaggio, reati finanziari e implicazioni nel caso Lady Asl. Si parla anche di un coinvolgimento nella mega truffa del Madoff dei Parioli.

Dopo il delitto, Pascarella si è presentato spontaneamente alla polizia raccontando di aver ucciso Ceccarelli con due colpi di pistola in seguito a un litigio scaturito dal mancato saldo di un debito e di aver gettato l'arma nel Tevere. L'uomo ha anche detto di aver fatto, in passato, da prestanome alla vittima in alcune truffe. Ma il racconto ha destato qualche sospetto tra gli investigatori, secondo i quali l'uomo avrebbe deciso di coprire qualcuno. Un complice o addirittura il vero killer. Così il pm Silvia Santucci e gli investigatori guidati dal capo della squadra mobile Vittorio Rizzi hanno disposto una serie di riscontri, a partire dal ritrovamento della pistola.

L'omicidio ha destato la preoccupazione nel quartiere Prati a Roma. Come si legge su Il Corriere della Sera, la presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti, ha detto: 'Il rischio qui non è lo scippo o lo spaccio, oppure il degrado di vagabondi. Abbiamo avuto un'attività sequestrata per 'ndrangheta e un'altra chiusa per reati finanziari. Ormai la mafia non sta più solo in Sicilia e in Calabria'.

 (foto © LaPresse)

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