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Omicidio Pasquale Romano, ergastolo al killer del giovane ucciso per errore a Marianella

Dura condanna inflitta dai giudici di Napoli nei confronti dell’assassino di Pasquale Romano, vittima di uno scambio di persona e freddato dai killer di camorra nel corso della seconda faida di Scampia. Per Salvatore Baldassarre ed i suoi complici, infatti, non ci sono stati sconti in sede di determinazione (al termine di un giudizio svolto con rito abbreviato) della pena: ergastolo per l’assassino del ragazzo, condanne comprese tra i 14 e i 18 anni e 8 mesi per gli altri responsabili dell’efferato omicidio del 15 Ottobre 2012.

Pugno di ferro dei magistrati partenopei, alla luce del verdetto appena ufficializzato, sia per l’autista dell’omicida Giovanni Marino, che per Anna Altamura, Carmine e Gaetano Annunziata, questi ultimi tre rispettivamente madre e figli, ciascuno dei quali incaricato di curare le varie fasi dell’individuazione, del pedinamento e della vigilanza sul percorso esatto della vittima prescelta (Domenico Gargiulo), prima dell’esecuzione. Secondo la ricostruzione processuale messa agli atti e basata in buon parte su testimonianze dirette di comprovata attendibilità, la sera del delitto Pasquale sarebbe stato freddato con una raffica di spari, 14 colpi di pistola per la precisione, sotto casa della fidanzata, dove aveva poche ore prima parcheggiato l’automobile.

Il giovane napoletano, originario del quartiere periferico Cardito, era totalmente privo di qualsiasi tipo di legame con le organizzazioni criminali, come confermato dalla fedina penale e dal rapporto stilato dalle forze dell’ordine in seguito alla sua morte. Il killer di “Lino” Romano sarebbe risultato affiliato invece, stando alle relazioni depositate dai pm della Procura della Repubblica di Napoli, al clan malavitoso Abete-Abbinante-Notturno, operante in una vasta area del territorio del capoluogo campano, compreso il quartiere Marianella, teatro della sparatoria.

Nonostante l’univoco corso delle indagini e l’elevata probabilità di ricevere una condanna esemplare, il sicario Salvatore Baldassarre, tratto in arresto nel mese di Marzo del 2013 dopo una delicata fase di accertamenti culminata nella decisione di procedere alla cattura, non ha ceduto fino all’ultima udienza alle ripetute richieste di collaborazione, ammettendo in extremis di essere realmente il colpevole ma continuando a prendere apertamente “le distanze dai pentiti” di camorra.

Nel processo che ha portato alla determinazione di queste severe pene ai danni dell’assassino di Pasquale Romano e dei suoi quattro complici, da segnalare la proficua collaborazione tra Comune di Napoli, Regione Campania, fondazione Polis (tutti costituitisi parti civile) e la famiglia della vittima, assistita in giudizio dai legali di parte Teresa Falco, Alberto e Giorgio Varano. Evidente e inevitabile, al momento della lettura da parte del collegio giudicante della sentenza di condanna, lo sfogo dei familiari di Lino, che non sono riusciti a trattenere le lacrime pensando alla tragica sorte del ragazzo ucciso più di un anno fa dalla camorra.

Le condanne di oggi premiano la linea del pubblico ministero Erica Parascandolo, titolare delle indagini insieme al collega Sergio Amato: la pena dell’ergastolo era stata richiesta dai pm sulla base del materiale raccolto in mesi e mesi di attività inquirenti e soprattutto in virtù delle confessioni rilasciate ai giudici dagli imputati riguardo a movente, tempi, modi e dinamica dell’atroce omicidio consumato in una via abitata di Marianella 13 mesi fa.

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