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Omicidio Sarah Scazzi e la fuga di notizie, aperte tre inchieste

Il terribile caso dell'omicidio della povera quindicenne Sarah Scazzi, ad Avetrana, ha preso sempre più l'aspetto di un business. Si cerca di guadaganare sulla tragica fine della giovane. Etica e moralità sono state completamente messe al bando. A tentare di ottenere profitto da questa vicenda non sono solo pochi disperati, ma quel che fa scalpore è che siano proprio professionisti, persone che anziché svolgere con serietà e sobrietà il proprio lavoro approfittano dell'enorme attenzione prestata dai media per intascare denaro.

Ed ecco così il consulente tecnico che chiede ottomila euro in cambio di alcune fotografie scattate furtivamente nel garage dove è stata uccisa Sarah, l'avvocato che ne chiede un migliaio per essere ospite in televisione. E poi il racconto dell'ex portavoce delle famiglie Scazzi e Misseri secondo cui sarebbe stato chiesto denaro per avere interviste, diari e video in esclusiva.

Tutto questo ora fa parte di tre inchieste. In seguito a un esposto del Codacons il Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, ha chiesto spiegazioni a Rai, Rti Mediaset, Sky e Telecom sulla diffusione dei verbali e dei file audio degli interrogatori dei protagonisti della vicenda; mentre il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, ha aperto un fascicolo per fuga di notizie e ricettazione di atti giudiziari. Oggi, poi, l'Ordine degli avvocati ascolterà i tre legali coinvolti cercando di capire se siano stati realmente violati i principi deontologici.

 (foto © LaPresse)

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