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Omicidio Sarah Scazzi, interrogate Cosima Serrano e Sabrina Misseri

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, in carcere per l'omicidio della 15enne di Avetrana Sarah Scazzi. L'interrogatorio di garanzia, che si è svolto all'interno di un'aula del carcere di Taranto davanti al gip Martino Rosati, è durato appena mezz'ora.

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Franco De Jaco, uno dei due legali di Cosima Serrano, ha spiegato che la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere perché c'è ancora la necessità di approfondire e di ragionare sulle carte. Il legale ha affermato: 'In questo momento qualsiasi cosa Cosima possa dire, potrebbe essere usata contro di lei e quindi non vogliamo dare ulteriori elementi di vantaggio all'accusa'. Nicola Marseglia, avvocato di Sabrina Misseri, ha spiegato che la ragazza non ha risposto al gip perché 'in questo momento non c'è alcuna utilità processuale'. A quanto pare Sabrina ha reagito male alla notizia dell'arresto della madre perché per lei Cosima rappresentava 'l'unico collegamento con l'esterno'.

Cosima Serrano è indagata per concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, ma il gip non ha emesso ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna per il sequestro di persona, ritenendo non sufficienti gli indizi sinora raccolti nel corso dell'inchiesta. Sabrina Misseri deve rispondere all'accusa di omicidio, sequestro di persona ed in concorso con la madre dell'occultamento del cadavere della giovane Sarah.

Secondo il magistrato, la mattina del 27 agosto, Cosima e Sabrina si sarebbero recate in contrada Mosca per gettare il corpo di Sarah nella cisterna dove poi è stato trovato grazie alle indicazioni fornite da Michele Misseri ai carabinieri.

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