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Omicidio Sarah Scazzi, la famiglia chiede un risarcimento di 33 milioni di euro

  • LaPresse

La famiglia di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa il 26 agosto del 2010, chiede un risarcimento danni di 33 milioni di euro. Si è svolta ieri l'udienza preliminare del processo per l'omicidio della quindicenne di Avetrana. Pochi istanti e l'udienza è stata rinviata al 10 ottobre, appena qualche giorno prima della scadenza dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri, tra i principali imputati.

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Sabrina Misseri è accusata di concorso in omicidio insieme alla madre Cosima Serrano, mentre il padre di Sabrina, Michele Misseri, deve rispondere della soppressione del cadavere insieme con le stesse donne, con il fratello Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma.

Il collegio difensivo delle parti civili, ovvero dei familiari della vittima, Concetta Serrano Spagnolo, Giacomo e Claudio Scazzi, rispettivamente madre, padre e fratello di Sarah, ha chiesto complessivamente un risarcimento danni di 33 milioni di euro con provvisionale di 300mila euro. Della somma 27 milioni di euro sono a carico dei tre imputati principali, quindi Sabrina Misseri, Cosima Serrano e Michele Misseri; mentre 6 milioni di euro sono stati chiesti come risarcimento agli altri due imputati di concorso in soppressione di cadavere, Carmine Misseri e Cosimo Cosma.

Uscito dall'aula, ai microfoni del Tg5, Misseri ha detto: 'Cosima l'ho vista da lontano dal vetro, c'è stata un'emozione fortissima perché mi è venuto da piangere. La volevo abbracciare però non è stato possibile. Ci siamo guardati con la coda dell'occhio'.

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