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Omicidio Scazzi, oggi i funerali. Il gip: qualcuno sapeva

L'inchiesta su Sarah Scazzi, la ragazza di 15 anni scomparsa il 26 agosto ad Avetrana e uccisa dallo zio, non è certo terminata. Anzi, è tutto a uno stadio iniziale.

Innanzitutto il funerale. Sarà celebrato questo pomeriggio, alle 15,30, nel campo sportivo della cittadina. La madre di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, testimone di Geova, ha acconsentito al rito religioso. Da ieri sera, invece, la bara bianca di Sara è nella camera ardente. L'ingresso alle 19.35, sottolineato da un lungo applauso.

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L' inchiesta, esordivamo. Il gip di Taranto, Martino Rosati, nel confermare ieri il fermo di Michele Misseri per l'omicidio, l'occultamento e il vilipendio di cadavere della nipote, ha lanciato il dubbio che ci sia sotto qualcosa di poco chiaro. L'uomo starebbe magari tentando di coprire sua figlia Sabrina o sua moglie Cosima. Una ricostruzione nebulosa, afferma Rosati. Una confessione che lascia molte ombre.

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Quattro pagine di ordinanze ove si legge: 'Viene da chiedersi come mai Sarah che aveva un appuntamento con la cugina Sabrina, che era in casa, anziché cercarla sia andata nel garage dello zio. E così pure, come sia stato possibile che tanto Sabrina quanto sua madre, Cosima, che era presente in quel momento, non abbiano visto o sentito nulla nell'assolato silenzio di un pomeriggio agostano. E infine come abbia Misseri potuto fare un'azione così cruenta a pochi metri dall'uscio spalancato di un garage nel centro del paese con moglie e figlie in casa'.

Dubbi che assalgono anche gli investigatori e persino l'avvocato di Misseri, Daniele Galoppa. Il racconto dell'uomo appare infatti preciso sull'occultamento ma tentennante sul resto, e dunque si ipotizza che 'non sia stato lui a commettere l'omicidio ma semmai a occultare il cadavere'. Tra una settimana, comunque, l'esito dell'autopsia curata dal professor Luigi Strada che confermerà o meno la violenza sessuale proclamata.

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Ancora l'ordinanza. 'L'uomo ha ammesso di provare una certa attrazione sessuale verso sua nipote e di aver anche azzardato un approccio sessuale attorno al 20 di agosto'. A casa sua. 'Sarah si trovava in compagnia della cugina Sabrina, che poi si allontanava, quando Misseri aveva allungato una mano sul gluteo della nipote palpandolo con una certa insistenza e suscitando la reazione della ragazzina che gli aveva detto 'certe cose, non si fanno'.

Questa poi la ricostruzione dell'omicida in merito a quel 26 agosto. 'Sarah si è affacciata alla rampa di accesso e l'ha chiamato. Egli, non è ancora perfettamente chiaro in che termini, ha tentato un approccio sessuale poggiando una mano sul pube. Sarah non ha gradito, ha voltato le spalle ed è andata via. In questo momento Misseri ha aggredito la ragazza con una corda, gliel'ha stretta attorno al collo per cinque-sei minuti finché la ragazzina si è accasciata al suolo senza riuscire a emettere alcun urlo o gemito. Sarah stringeva nelle mani il suo telefono cellulare che è squillato e le è quindi sfuggito, cadendo per terra e perdendo la batteria'.

A questo punto Misseri ha accantonato il corpo della ragazza su un lato del garage, 'coprendolo con un cartone in modo tale che sua figlia Sabrina - che un paio di volte insieme con l'amica Mariangela si è affacciata sull'uscio del garage per chiedere al padre se avesse visto Sarah - non l'ha potuto scorgere'.

Poi Misseri ha preso l'auto sistemando il cadavere della ragazza nel bagagliaio. Direzione: campagne di Avetrana. 'Ha nascosto l'auto sotto un grande albero di fico, e qui ha preso il cadavere della nipote, lo ha spogliato e ha consumato un rapporto sessuale'. Dopodiché ha rivestito il cadavere e lo ha portato in un terreno vicino. 'Qui lo ha nuovamente denudato e lo ha calato nel pozzo coprendone poi l'imboccatura'. Andando via, si sarebbe disfatto per strada della batteria del cellulare, mentre in un altro terreno avrebbe bruciato gli abiti.

Misseri è adesso in isolamento nel carcere di Taranto e minaccia il suicidio, mentre gli altri detenuti urlano il loro disgusto. 'Datelo a noi che l'ammazziamo'.

(foto © LaPresse)

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