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Omicidio Udine, Silvia Gobbato accoltellata in strada: indagato l'amico Giorgio Ortis

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A poche ore dal ritrovamento del corpo della giovane Silvia Gobbato, 28enne uccisa a coltellate mentre faceva jogging nel parco ad Udine, è arrivata una svolta nelle indagini condotte dal comando dei Carabinieri della città: Giorgio Ortis, amico della giovane avvocatessa, è stato iscritto nel registro degli indagati. Gli inquirenti precisano che si tratta di un "atto dovuto", che permetterà lo svolgimento delle indagini a tutto campo.

Silvia Gobbato, avvocatessa uccisa mentre fa jogging: giallo a Udine

Silvia Gobbato era originaria di San Vito al Tagliamento (Pordenone), ma era residente a San Michele (Venezia) e lavorava come praticante avvocato in un noto studio di Udine. Nel pomeriggio di martedì 17 settembre stava correndo lungo l’ippovia del Cormor, una strada che costeggia il corso del fiume, quando è stata colpita da una decina di coltellate all'addome e al dorso: un omicidio apparentemente inspiegabile, avvenuto in un luogo pubblico, molto frequentato dagli appassionati di jogging, e in pieno giorno.

Insieme a Silvia Gobbato, come accadeva spesso, c'era l'amico Giorgio Ortis, figlio del noto avvocato ed ex candidato sindaco di Udine Gianni Ortis, presso il cui studio la vittima aveva sostenuto il periodo di praticantato: i due si erano conosciuti proprio nell'ufficio forense e la passione per la corsa li univa, visto che entrambi risultano membri del gruppo marciatori udinesi. Interrogato dagli inquirenti subito dopo il ritrovamento del cadavere, Ortis aveva dichiarato di aver perso di vista l'amica durante la corsa: "Ero arrivato fin sulla strada provinciale, all’imbocco del percorso, 400 metri dopo il luogo dove la ragazza è stata ritrovata. Lì mi sono fermato ad aspettarla".

A dare l'allarme, intorno alle 14.00, è stato proprio Ortis insieme al passante che per primo ha visto il cadavere della ragazza, notando il suo cellulare a terra accanto alla scia di sangue che portava al corpo nascosto tra le piante. Entrambi sono stati interrogati a lungo dai carabinieri del nucleo investigativo di Udine, che lavorano al caso insieme ai colleghi della stazione di Feletto Umberto, coordinati dal pm Marco Panzeri. Anche l'ex fidanzato di Silvia Gobbato è stato ascoltato nella giornata di ieri.

Intanto gli investigatori stanno cercando di ritrovare l'arma del delitto, il coltello con il quale la ragazza è stata uccisa: l’area del Cormor è stata setacciata anche con l’utilizzo di metal detector, ma finora senza riscontri. Nel commentare l'ennesimo atroce femminicidio, il capo della Procura della Repubblica di Udine Antonio Biancardi non ha nascosto la preoccupazione per le condizioni di sicurezza sempre più precarie: "Questa sembra ormai diventata una terra di omicidi, una zona pericolosa - ha commentato nella serata di ieri – dove la violenza dilaga, i tempi sono cambiati, le pene sono miti anche in caso di delitti gravi e i tempi per completare il procedimento giudiziario ed arrivare al terzo grado di giudizio sono lunghi".

Silvia Gobbato era in attesa di sostenere l'orale per l'esame di abilitazione all'avvocatura, dopo aver superato brillantemente gli scritti. Nel suo paese di residenza, San Michele al Tagliamento, era nota anche per essere stata candidata al consiglio comunale nel 2011.

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