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Omicidio Yara Gambirasio, lettera e telefonata del presunto assassino: "Mi chiamo Mario, sono stato io"

Potrebbe essere un mitomane, l'uomo che da giorni lascia indizi sul presunto assassino di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra uccisa il 26 novembre del 2010: "Mi chiamo Mario, sono stato io" ha detto telefonando alla portineria dell'ospedale di Rho, definendosi il colpevole dell'omicidio. E sempre lui avrebbe lasciato il messaggio nel registro dei visitatori della cappella dell'ospedale sabato 3 agosto: "Vi prego, informate la polizia di Bergamo: qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio. Che Dio mi perdoni!".

Yara Gambirasio, spunta un messaggio misterioso: "Qui è passato l'omicida, che Dio mi perdoni"

Su quelle frasi gli inquirenti hanno cominciato ad indagare, raccogliendo le impronte sul registro e tutto quanto potesse far risalire all'autore della scritta, che potrebbe rivelarsi nient'altro che il gesto di un folle. Ora il presunto assassino è tornato a farsi vivo, sempre a Rho: martedì 6 agosto ha fatto pervenire al cappellano dell’ospedale don Antonio Citterio, sotto il tappeto davanti alla porta di casa, una lettera contenente tre fogli scritti a mano e firmati col nome di "Mario", lo stesso usato nella telefonata in portineria.

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Secondo L’Eco di Bergamo, nella missiva indirizzata al prete l'uomo avrebbe confessato di essere il colpevole dell'omicidio e di aver scritto la frase anonima nella cappella ospedaliera: "Sono stato io a scrivere il messaggio sul libro delle preghiere in chiesa". Anche nella telefonata ha ripetuto di essere l'assassino di Yara: "Buongiorno, mi chiamo Mario, sono malato di cancro. Sono io l’autore del messaggio in chiesa su Yara Gambirasio. Volevo solo sapere se il cappellano ha ricevuto la mia lettera".

Che si tratti dei gesti di un mitomane è più che plausibile: il messaggio anonimo segnalato alle autorità da don Antonio Citterio sul registro dei visitatori (la cui veridicità è a sua volta tutta da verificare), potrebbe aver innescato un effetto emulativo da parte di qualche folle, o potrebbe essere parte del disegno di una stessa mente.

Ad ogni modo, gli investigatori non tralasceranno alcuna pista e secondo le ultime nnotizie stanno già provando ad intercettare la provenienza della chiamata e della lettera. Una volta individuata la persona in questione, se dovesse trattarsi di uno scherzo o di un depistaggio, scatterebbe immediatamente una denuncia per procurato allarme.

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