Omicidio Yara: rinviata l'archiviazione per Fikri, l'intervista al Corriere

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Aspettava il 30 luglio come la fine di un incubo, ma il Giudice per le indagini preliminari di Bergamo, Ezia Maccora, ha deciso di rimandare l'udienza per l'archiviazione al 24 settembre e così Mohamed Fikri al momento resta ancora l'unico indagato per la morte di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa a novembre 2010 da Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, e ritrovata morta tre mesi dopo in un campo a pochi Km di distanza.

Una condizione che al venticinquenne marocchino ha reso e tuttora rende la vita molto difficile. Fikri infatti era stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'uccisione della giovane ginnasta per la traduzione inesatta di una sua conversazione telefonica intercettata dagli inquirenti, ma una nuova perizia sui nastri e i primi riscontri genetici avevano escluso il suo coinvolgimento nella vicenda. Fatti che fino allo scorso 30 luglio sembravano bastare per mettere una volta per tutta la parola fine alla vicenda, ma che il Gip invece ha ritenuto insufficienti: Maccora, infatti, ha scelto di riesaminare la relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, a seguito di alcune riflessioni del consulente di parte della famiglia, Giorgio Portera, per escludere con certezza l'eventuale contaminazione del DNA trovato sugli slip e sui leggings di Yara.

Video: i perché del rinvio dell'archiviazione della posizione di Fikri

E così, a pochi giorni dalla decisione del Gip, Fikri ha accettato di parlare con l'edizione di Bergamo del Corriere della Sera e con un'altra testata locale, Bergamonews, per raccontare il suo stato d'animo dopo il rinvio e le difficoltà che si trova ad affrontare da due anni a questa parte per essere sospettato della morte della tredicenne di Brembate.

"Il 30 luglio per me era il limite massimo, ero sicuro che sarebbe finito tutto. Invece non è stato così. E ora ho grossi problemi a trovare lavoro" si è sfogato il giovane marocchino con il Corriere, spiegando che "una persona di Piacenza era disposta ad assumermi nella sua ditta che posa pavimenti, ma mi ha detto che prima devo sistemare questa faccenda. Ora passerà altro tempo, vorrei chiamarlo ma temo che mi dica di non volermi più dare lavoro".

E al giornalista di Bergamonews che gli ha ricordato che la mamma di Yara ha detto che se sarà scagionato gli chiederà scusa ha risposto: "Non ci sono scuse. Dal punto di vista umano comprendo il dolore di una madre, immagino il dolore di quella famiglia. Ma ripeto in questa vicenda non ho nessun ruolo. Se vuole incontrarmi non mi tirerò indietro. Io voglio solamente che questa vicenda finisca al più presto, che si scopra il responsabile, chi ha ucciso Yara, solamente così potrò essere davvero libero, scagionato davanti a tutti".

Al cronista della testata locale Fikri ha poi detto di credere nella giustizia perché "è stato dimostrato che per un errore di traduzione per una mia telefonata sono stato in carcere", ma al Corriere ha confidato: "Sono qui per lavorare, devo rimanerci, altrimenti tornerei nel mio paese. Ma ho grosse difficoltà, quando vedono il mio nome non mi assumono, non dicono perché sono Fikri, ma credo sia proprio per questo motivo".

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