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Ora solare 2013: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre lancette indietro

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120 giorni dopo torna l'ora solare: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre 2013, per la precisione alle 3, bisognerà mettere le lancette dell'orologio indietro di un'ora. Una bella notizia per i dormiglioni, un po' meno per tutti quelli che patiscono il ritorno delle giornate brevi, con il buio che scende già di pomeriggio. Tuttavia, il cambio è inevitabile e almeno fino al 30 marzo 2014 sarà necessario farsene una ragione. O forse no.

Il Codacons, infatti, ha proposto di far valere tutto l'anno l'ora legale e di eliminare quella solare. Il motivo? Citando studi americani, il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori ha spiegato che la transizione da un sistema all'altro causa disturbi del sonno in un bambino su due e in generale provoca disagio all'organismo per la risintonizzazione dei ritmi biologici. Ma non solo: secondo dati acquisiti dal Codacons nel 2008, l'80% degli italiani sarebbe d'accordo all'abolizione dell'ora solare.

"In tal modo si avrebbe il vantaggio di recuperare l'ora di luce anche in inverno, senza subire però il costo economico e il disagio legato all'aggiustamento dell'orario: aggiornamenti sistemi informatici, orari dei treni, termostati temporizzati, dvd, agende elettroniche, radiosveglie, orologi nelle auto, problemi nelle transazioni finanziarie, ecc...", hanno spiegato dall'Associazione, sottolineando come dopo il ripristino dell'ora solare "in farmacia aumentano anche le vendite di prodotti contro il jetlag".

Ma se è vero che mantenere l'ora legale è vantaggioso in termini di risparmio energetico (gli italiani nel 2012 hanno risparmiato complessivamente 568,2 milioni di kilowattora, ovvero il consumo medio annuo di elettricità di 210.000 famiglie), sui disturbi fisiologici la letteratura medica e scientifica è in aperto disaccordo. I medici riuniti a Roma per il 114° Congresso nazionale della Società italiana di medicina interna sostengono infatti che spostare la lancetta indietro di un'ora sia un toccasana per il cuore. Addirittura, il lunedì successivo al cambio d'ora il rischio d'infarto è del 10% inferiore rispetto a quello di qualsiasi altro giorno dell'anno, per una felice combinazione di più sonno di migliore qualità e meno stress.

Chi ha ragione? Certo è che un'ora di sonno in meno a fronte di giornate un po' più lunghe è uno scambio che probabilmente in diversi sono disposti a fare...

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