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Origine batterio killer, da carne e suoi derivati?

Dopo i primi decessi causati dal batterio Escherichia coli trovato nei cetrioli spagnoli (leggi la notizia), dopo l'allarme lanciato dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) (leggi la notizia) e dopo l'accusa rivolta ai germogli di soia (leggi la notizia), gli esperti ora tirano fuori un'altra ipotesi.

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L'origine del batterio killer, la cui variante sembra non essere mai stata vista prima d'ora in un focolaio d'infezione, potrebbe essere nella carne e suoi derivati.

Ad affermarlo il dirigente di ricerca all'Istituto di Scienze dell'Alimentazione del Cnr di Avellino, Antonio Malorni. L'esperto ha sottolineato che nella storia delle contaminazioni alimentari con Escherichia coli O157:H7, l'origine è stata sempre da carne e derivati.

Malorni ha spiegato: 'Nella scienza l'ipotesi più semplice è anche sempre la più probabile, e la contaminazione da animale è quella che richiede meno passaggi. I batteri Escherichia coli sono nella flora batterica intestinale degli animali, la cosa meno complicata che possa accadere è che dalle feci finiscano nel concime e di qui nella terra, a contatto con i prodotti vegetali. Nella storia delle contaminazioni 8 su dieci sono avvenute così'.

Il prof. Malorni ha condotto e pubblicato uno studio con il quale è stato messo a punto un metodo rapido per l'identificazione di batteri che utilizza lo spettrometro di massa. All'Adnkronos l'esperto ha spiegato che mettendo le cellule batteriche nello spettrometro di massa, in base gassosa, si ottengono una serie di molecole che definiscono il profilo del batterio. In parole povere, si ottiene una sorta di 'impronta digitale' del microrganismo patogeno.

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