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Oscar Niemeyer, morto l'architetto padre di Brasilia

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Leggenda dell'architettura, monumento del Brasile e della sua Rio, l'ultimo grande architetto del Novecento: le formule retoriche per definire Oscar Niemeyer si sprecano. Soprattutto perchè il "padre di Brasilia" ha continuato a mettere a frutto la sua arte fino alla fine della sua lunghissima vita. Oscar Niemeyer si è spento a 104 anni a Rio de Janeiro, nell'ospedale samaritano dove era ricoverato da giorni.

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Ha attraversato un intero secolo diventando un simbolo della sua terra: nato a Rio de Janeiro nel 1907, si laurea ingegnere architetto e comincia a lavorare presso lo studio di Lucio Costa, poco dopo aver sposato un'italiana, Anita Baldo, figlia di emigranti di Padova. Giovane attivista di sinistra, entra nel partito comunista nel 1954 e vi resterà fino alla morte. Formatosi sulla scia di Le Corbusier (con lui ha lavorato al palazzo di vetro dell'Onu di New York), nel 1951 Niemeyer disegna a San Paolo il Parco Ibirapuera, con la sede della Biennale e la Oca, una struttura in cerchio derivata dalle capanne degli indios, e l'edificio Copan.

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Già nelle prime opere si intravede il suo stile che presto diventerà famoso nel mondo, fondato sulle linee circolari, sull'importanza del vuoto e sulle tante possibilità offerte dal cemento armato. Ben presto il governo brasiliano affida a Niemeyer la progettazione degli edifici più importanti della nuova capitale, inaugurata nel 1960. "Non è l’angolo retto che mi attrae - diceva Niemeyer della sua arte - né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell’oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita".

Insieme a Lucio Costa e al suo studio vince il concorso per il piano pilota della nuova Brasilia, voluta a tutti i costi dal presidente Juscelino Kubitschek per sostituire Rio de Janeiro con una città al centro della savana brasiliana. Nella nuova avveniristica capitale Niemeyer realizza i monumenti che sarebbero diventati il simbolo di un intero paese, a partire dal Palazzo dell'Alvorada e da quello del Planalto, sedi del presidente della repubblica. Sempre a Brasilia è famosa la cattedrale, ancora oggi considerata il capolavoro di Niemeyer, con le famose mani giunte elevate al cielo, che sarebbero state imitate in giro per il mondo. E ancora le cupole convessa e concava del Congresso, il palazzo di Itamaraty, sede del ministero degli esteri, e il Supremo Tribunal.

Dopo il colpo di stato del 1964 la sua carriera di architetto subì una battuta d'arresto a causa della sua dichiarata appartenenza al partito comunista. Fu esule a Parigi e poi in Italia, dove elaborò il progetto della sede Mondadori di Segrate. Sarebbe tornato in Brasile alla fine della dittatura, tornando ad occuparsi di architettura urbana: progetta il Memorial da America Latina a San Paolo, e il fantascientifico Museo di Arte Contemporanea a Niteroi.

Nel 1988 riceve il premio Pritzker, il Nobel dell'architettura, mentre nel 1996 vince il Leone d'Oro della Biennale di Venezia. Si risposa all'età di 98 anni con la sua segretaria Vera Lucia Cabreira, più giovane di lui di 38 anni, contro il parere della figlia Anna. Nel suo studio panoramico davanti alla spiaggia di Copacabana ci sono ancora molti progetti non realizzati: Niemeyer ha continuato a lavorare fino alla fine dei suoi giorni. Avrebbe compiuto 105 anni il prossimo 15 dicembre.

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