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Pacco postale si rompe, escono 1.187 tartarughe

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Come spedire 1.187 tartarughe d'acqua dolce dagli Stati Uniti all'Italia senza spendere una cifra esorbitante? Semplice, 'sigillandole' dentro contenitori di plastica, al di fuori del loro elemento naturale e senza nulla da mangiare, e non segnalando che il pacco contiene animali vivi. La barbara soluzione è venuta in mente a un negoziante di Milano, ma il destino si è messo di traverso e - complice un corriere un po' maldestro - la tartarughine sono state scoperte e tratte in salvo.

Video: le tartarughe vive nei portachiavi cinesi

Ad accorgersi delle bestiole è stato mercoledì scorso un operatore del deposito di via dei Rovedi, a Pregnana Milanese. L'uomo, senza volerlo, ha lasciato cadere il pacco, che si è rotto, svelando il suo impensabile contenuto. Il corriere ha subito chiamato la polizia, che ha così potuto riscontrare che - per quanto malconce - le tartarughe erano quasi tutte vive, a parte 37, morte di stenti.

Per il negoziante di Milano è immediatamente scattata una denuncia per maltrattamento di animali ed è al vaglio l'ipotesi della Guardia Forestale di iscriverlo nel registro degli indagati anche per importazione illegale, mentre le 1.150 bestiole superstiti, grandi come una moneta da due euro, sono state affidate temporaneamente al Centro di recupero animali selvatici dell’Oasi Wwf Bosco di Vanzago. Per la tartarughine, però, la salvezza non è ancora certa: gli esemplari contenuti nel pacco appartengono infatti alla specie Trachemys scripta scripta, sottoposta in Lombardia a un severo regolamento di "contenimento ed eradicazione", perché in grado di alterare l'ecosistema.

Il rischio che corrono le sfortunate tartarughe è dunque che il gip Anna Maria Zamagni, in conformità a quanto previsto dalla legge regionale Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea, decida di farle sopprimere tramite congelamento. Ma in soccorso delle bestiole arriva una valutazione del WWF, per i cui esperti i rettili nel pacco apparterrebbero non alla dannosa varietà 'guance rosse', ma a quella 'orecchie gialle', tollerata dalla legge italiana.

In attesa di conoscere la sorte delle 1.150 superstiti, comunque, gli esperti e i volontari del centro di Bosco di Vanzago hanno fatto sapere che le tartarughine sono state rimesse in acqua, rifocillate e sembrano essersi completamente riprese dalla brutta avventura vissuta.

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