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Padoa Schioppa: via i bamboccioni da casa

Il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa presentando la finanziaria ha usato un'espressione a detta di molti "infelice" per illustare gli aiuti ai giovani in tema di affitti. Circa 1000 euro in tre anni (se il reddito non supera i 15.000 euro) usufruibili sotto forma di detrazioni fiscali. "Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa" dice il ministro, sintetizzando con questa frase un modo di vedere le cose che considera i 20-30enni come primi veri responsabili della loro ritardata conquista di un'autonomia economica e abitativa.

Naturalmente le polemiche sono fioccate, da destra e da sinistra, soprattutto dalle sezioni giovanili dei partiti. "Se i bamboccioni rimangono a casa - dice Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani- è perché la generazione dei sessantottini al governo ha sostenuto una politica che sapeva solo guardare all'oggi scaricando sui giovani il peso economico di misure acchiappa-consensi". Ma anche da sinistra le critiche non sono mancate, una per tutte quella del ministro Melandri, la quale ha commentato "se penso alle misure che il Ministero per le Politiche giovanili, grazie anche alla disponibilità del ministro dell’Economia, ha inserito in Finanziaria a sostegno dell’autonomia dei giovani che escono dalla famiglia dei genitori per affittare una propria casa, è evidente che esse si rivolgono a quasi 5 milioni di cittadini di età compresa tra i venti e i trent’anni e non certo a un gruppo di bamboccioni".

Comunque polemiche a parte la cosa grave non è certo l'epiteto usato dal ministro dell'economia ma la linea di pensiero che emerge dalle sue affermazioni, in base alla quale 1000 euro in tre anni (SIC!) dovrebbero bastare ad aiutare veramente un giovane che voglia andare via di casa, quando almeno nelle città principali l'affitto di un monolocale non è mai inferiore ai 500 euro al mese (per tenersi bassi) spese escluse. In questo senso va la giusta critica del capogruppo Verdi-Pdci al Senato: "quando il ministro Padoa-Schioppa sarà riuscito a trasformare l’Italia in un paese dove le banche concedono mutui anche ai lavoratori precari allora forse cercheremo di capire se dietro quel suo bamboccioni ci sia una fine analisi sociologica. Oggi è solo un infelice epiteto".

Sarebbe allora più corretto dire "non ci sono le risorse" ed evitare di sbandierare aiuti e agevolazioni che, agli occhi dei cittadini impegnati con un costo della vita che cresce sempre di più e di un mercato del lavoro sempre più "flessibile", risultano come fastidiose prese in giro del tutto scollegate dalla realtà, non si capisce se a causa di una lontananza siderale dalla "vita vera" da parte di chi prende le decisioni o se per un consapevole e colpevole tentativo di gettare fumo negli occhi degli ormai stanchi elettori.

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