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Pakistan, caldo killer: quasi 500 morti in pochi giorni, ora arriva il monsone

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Il bilancio ufficiale parla di 474 morti, paragonabile a un vero e proprio cataclisma. In Pakistan il caldo killer sta compiendo una vera e propria strage silenziosa da sabato 20 giugno. Le temperature massime hanno toccato punte di 45°C, facendo sentire male molte persone, in gran parte anziane. Il Paese sta affrontando una durissima emergenza che ha portato addirittura, in alcune zone, all'interruzione dell'erogazione di elettricità. Era dal 1979, quando fu toccato il record di 47°C, che non si verificava una situazione del genere.

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Il conteggio delle vittime, peraltro, potrebbe drammaticamente aggiornarsi visto che gli ospedali stanno accogliendo ancora persone che richiedono un sostegno sanitario, ma alcune strutture sono al collasso: non riescono a gestire i pazienti. La zona più colpita è la provincia di Sindh e nella sola città di Karachi, una metropoli con milioni di abitanti, sono morte circa 150 persone. Inoltre, c'è un altro fattore: i musulmani (la maggioranza della popolazione) in Pakistan stanno celebrando il mese del Ramadan, che prevede il digiuno dall'alba al tramonto mettendo a dura prova l'organismo.

Le autorità politiche e sanitarie stanno cercando di venire incontro alle esigenze di tutti, ma non è semplice. Le previsioni meteo, però, annunciano una tregua nelle prossime ore: l'arrivo delle piogge monsoniche spazzerà via il caldo killer. Nella speranza che le tempeste non mietano altre vittime tra una popolazione stremata dai repentini cambiamenti di clima.

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