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Panorama sulla graticola per le inchieste di Giacomo Amadori

Giacomo Amadori è passato dall'essere un semplice redattore allo status di protagonista delle cronache. Il giornalista di 'Panorama' è finito nell'occhio del ciclone per aver 'estorto' ad un appuntato della Gdf (complice) delle informazioni sul conto di diversi personaggi di interesse politico.

Secondo le accuse del pm Elio Ramondini e del procuratore aggiunto Alberto Nobili, tra il 2008 e il 2009 Fabio Diani, l'uomo delle Fiamme Gialle di origini pavesi, avrebbe visionato più volte (illeggittimamete) il sistema informatico della Guardia di Finanza per trarre info private sullo status fiscale di gente del calibro di Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Gioacchino Genchi, Luigi de Magistris, il giudice milanese Raimondo Mesiano, Beppe Grillo, la famiglia Agnelli, Marco Travaglio e perfino la escort Patrizia D’Addario.

Le info carpite da Diani non finivano ovviamente nel dimenticatoio, ma venivano riutilizzate da Amadori per confezionare dei pezzi 'Ad hoc'. Dodici pezzi per l'esattezza, del calibro, per intenderci, di 'Fisco e patrimoni, ecco quanto dichiarano gli Agnelli'.

Un altro articolo invece è stato a suo tempo realizzato sul conto di De Magistris, che informato dell'inchiesta ha ricordato con gran rammarico l'avvenimento: 'Poco dopo che venni eletto uscì su Panorama un’inchiesta vergognosa, che mi colpì perché si basava su dati personali e riservati, come la dichiarazione dei redditi'.

La situazione è dunque particolarmente delicata, ciò nonostante il direttore di Panorama, Giorgio Mulè, ha deciso di parteggiare per il proprio redattore rilasciando a 'Il Giornale' le seguenti dichiarazioni: 'Amadori ha fatto straordinariamente bene il suo mestiere di cronista perché ha avuto informazioni puntuali e verificate, tutte poi riportate sul giornale con la massima trasparenza. Gliel’hanno perfino riconosciuto i magistrati'.

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