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Papa Francesco a Lampedusa: lunedì 8 luglio la visita ad immigrati e cittadinanza

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Papa Francesco sarà a Lampedusa l'8 luglio per una breve visita durante la quale incontrerà immigrati e popolazione e dirà messa: lo ha reso noto la sala stampa del Vaticano, che ha annunciato la presenza del Pontefice sull'isola in in mattinata, tra le 8 e le 13 di lunedì. Il programma della visita prevede una breve navigazione per lanciare una corona in mare, nelle acque che hanno visto il recente naufragio di migranti, poi ci sarà un incontro al porto con immigrati e popolazione, infine la messa celebrata allo stadio.

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Dopo l'assenza al Concerto in Vaticano in occasione dell'Anno della Fede, Papa Francesco si conferma poco incline agli appuntamenti mondani e molto attento e sensibile ai temi sociali più delicati. La sua visita, fa sapere il portavoce del Vaticano Padre Lombardi, avverrà "in forma discreta", alla presenza del sindaco di Lampedusa e dell'arcivescovo di Agrigento. La visita è stata decisa dal Papa per rendere omaggio alle vittime del recente naufragio al largo dell'isola: "Il Pontefice - riferisce la nota della sala stampa vaticana - profondamente toccato dal recente naufragio di una imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall'Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie, intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli abitanti dell'isola e fare appello alla responsabilità di tutti affinché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno". Un modo per ricordare i quasi 20.000 morti nel Mediterraneo durante viaggi della speranza che spesso si trasformano in tragedie.

Si tratterà di una visita privata, "squisitamente pastorale" per portare conforto alla comunità religiosa e civile dell'isola, per questo le autorità sono state "dispensate dal partecipare". L'arrivo del Santo Padre è previsto alle 9,15 all'aeroporto di Lampedusa, dove sarà accolto dall'arcivescovo Montenegro e dal sindaco Giusi Nicolini. In auto si recherà a cala Pisana per imbarcarsi e raggiungere via mare il porto di Lampedusa, accompagnato dai pescherecci. Nei pressi della porta d'Europa, Papa Francesco lancerà una corona di fiori in memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare. Alle 9,30, l'imbarcazione del Papa è attesa a punta Favarolo, dove arrivano gli immigrati per incontrare il Pontefice, che alle 10 celebrerà la messa. Prevista anche una visita alla parrocchia di San Gerlando, prima di ripartire alla volta di Roma.

Il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, ha commentato entusiasta la visita di Papa Francesco, come un segnale di grande attenzione verso l'isola e il dramma dell'immigrazione: "E' un evento epocale, è il riconoscimento del fatto che non siamo più la fine dell'Italia e dell'Europa, ma siamo l'inizio. Da qui partirà un messaggio che costringerà il mondo ad aprire gli occhi su quello che è stato sofferto solo da questa piccola isola, sperduta nel Mediterraneo - ha dichiarato la Nicolini - Mi sono affannata tante volte a sottolineare come il fenomeno dell'immigrazione clandestina non sia una emergenza. E' un dramma che viviamo da 15 anni e ciò dimostra che il corso della storia (...) Lampedusa non può essere lasciata sola in questo compito immane. Con la visita di papa Francesco, finalmente è la fine di grande solitudine".

Grande apprezzamento per la scelta del Papa è arrivato anche da Laura Boldrini, che ha speso tutta una vita in difesa dei diritti umani all'Alto commissariato Onu per i rifugiati: "Mi ha fatto molto piacere apprendere della visita del Papa a Lampedusa, non mi sorprende. E' in linea con la sensibilità mostrata fin dall'inizio del suo pontificato. Per me ha un significato molto intenso, visto che per tanto tempo ho lavorato a Lampedusa - ha detto la presidente della Camera a margine della visita all'oratorio di Don Bosco all'Aquila - Credo che questa decisione sia importante per tutti gli abitanti dell'isola che in questi anni sono stati sicuramente sotto pressione così come sarà importante per i migranti anche se non di religione cattolica e credo anche che sia un messaggio che arriverà non solo in Italia ma anche oltre i confini nazionali perché è un riconoscimento a tutti coloro che sono costretti a lasciare le loro abitazioni a causa di guerre, di persecuzioni, di violazioni dei diritti umani che per mettersi in salvo accettano di rischiare di morire nel Mediterraneo e in quel mare che custodisce tanti corpi che non ce l'hanno fatta".

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