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Papa Francesco all’ONU: discorso contro la guerra e per la sostenibilità ambientale

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E’ la quinta volta che un Pontefice interviene ad una Conferenza presso le Nazioni Unite e in occasione dei 70 anni dalla nascita dell’istituzione, Papa Francesco ha riservato un accorato discorso di fronte ai leader mondiali, in un chiaro segnale di stop alla guerra e nel rispetto dell’ambiente in cui l’uomo vive.

Leggi il discorso di Papa Francesco al Congresso Usa contro la pena di morte

Rispetto della vita, trionfo del negoziato, rinuncia agli armamenti nucleari: sono queste le tematiche più sentite da Papa Bergoglio che a New York, dopo aver elogiato l’organizzazione intergovernativa a carattere internazionale e aver ricordato gli uomini e le donne che hanno contribuito al suo funzionamento, ha fatto un appello affinché ci sia una “riforma” delle Nazioni Unite e un “adattamento ai tempi per arrivare all’obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un’incidenza reale ed equa nelle decisioni".

Il papa ha infatti chiarito che "Tale necessità di una maggiore equità, vale in special modo per gli organi con effettiva capacità esecutiva, quali il Consiglio di Sicurezza, gli Organismi finanziari e i gruppi o meccanismi specificamente creati per affrontare le crisi economiche”.

Secondo Bergoglio infatti questa è l’unica via per “limitare qualsiasi sorta di abuso o usura specialmente nei confronti dei Paesi in via di sviluppo. Gli organismi finanziari internazionali devono vigilare in ordine allo sviluppo sostenibile dei Paesi e per evitare l’asfissiante sottomissione di tali Paesi a sistemi creditizi che, ben lungi dal promuovere il progresso, sottomettono le popolazioni a meccanismi di maggiore povertà, esclusione e dipendenza”.

Parole accorate le ha dedicate anche alla difesa e al rispetto dell’ambiente: “Occorre affermare che esiste un vero ‘diritto dell’ambiente’ per una duplice ragione. In primo luogo perché come esseri umani facciamo parte dell’ambiente. Viviamo in comunione con esso, perché l’ambiente stesso comporta limiti etici che l’azione umana deve riconoscere e rispettare. L’uomo, anche quando è dotato di «capacità senza precedenti» che «mostrano una singolarità che trascende l’ambito fisico e biologico» (Enc. Laudato sì, 81), è al tempo stesso una porzione di tale ambiente. Possiede un corpo formato da elementi fisici, chimici e biologici, e può sopravvivere e svilupparsi solamente se l’ambiente ecologico gli è favorevole. Qualsiasi danno all’ambiente, pertanto, è un danno all’umanità. In secondo luogo, perché ciascuna creatura, specialmente gli esseri viventi, ha un valore in se stessa, di esistenza, di vita, di bellezza e di interdipendenza con le altre creature”.

(Guarda il video integrale del discorso di Papa Francesco all'ONU)

Francesco ha dunque denunciato l’abuso e la distruzione dell’ambiente auspicando uno sviluppo sostenibile, necessario anche per eliminare le disparità globali: “L’abuso e la distruzione dell’ambiente, allo stesso tempo, sono associati ad un inarrestabile processo di esclusione. In effetti, una brama egoistica e illimitata di potere e di benessere materiale, conduce tanto ad abusare dei mezzi materiali disponibili quanto ad escludere i deboli e i meno abili, sia per il fatto di avere abilità diverse (portatori di handicap), sia perché sono privi delle conoscenze e degli strumenti tecnici adeguati o possiedono un’insufficiente capacità di decisione politica. L’esclusione economica e sociale è una negazione totale della fraternità umana e un gravissimo attentato ai diritti umani e all’ambiente”.

Con un’attenzione particolare ai più poveri, agli esclusi che “sono scartati dalla società, sono nel medesimo tempo obbligati a vivere di scarti e devono soffrire ingiustamente le conseguenze dell’abuso dell’ambiente”, Papa Bergoglio ha invitato i governanti ad adottare una politica dominata da “una volontà effettiva, pratica, costante, fatta di passi concreti e di misure immediate, per preservare e migliorare l’ambiente naturale e vincere quanto prima il fenomeno dell’esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze”.

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