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Papa Francesco, Angelus sulla Siria: "La guerra serve per vendere armi?"

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E' tornato a parlare della Siria, Papa Francesco, durante l'Angelus della domenica, dopo la giornata di digiuno e la veglia di preghiera in San Pietro per la pace in Siria e nel Mondo. Senza mezzi termini, il Papa ha condannato gli interessi economici e politici che stanno alla base di ogni conflitto e che prendono il sopravvento sulla sacralità della vita umana: "Sempre rimane il dubbio se questa guerra di qua o di là è davvero una guerra o è una guerra commerciale per vendere queste armi, o è per incrementarne il commercio illegale" ha detto il Pontefice nel suo Angelus di domenica 8 settembre.

Papa Francesco alla veglia per la pace in Siria: le foto

Dopo aver presieduto ieri la veglia di preghiera in piazza San Pietro, che ha visto coinvolti milioni di laici e fedeli di ogni religione in tutto il Mondo, Papa Francesco ha condannato ancora una volta l'uso delle armi per risolvere i conflitti internazionali: "No all'odio fratricida e alle menzogne di cui si serve, alla violenza in tutte le sue forme, alla proliferazione delle armi e al loro commercio illegale - ha detto il Papa - Dobbiamo combattere contro chi segue altri interessi se non quelli della pace e del bene comune". Infine, si è chiesto Bergoglio, "a che serve fare guerre, tante guerre, se non sei capace di fare questa guerra profonda contro il male?".

Un Angelus a dimostrazione che l'impegno per la pace continua e non si è esaurito nella sola giornata di sabato dedicata al digiuno e alla preghiera, segnata dalle durissime parole del Papa che ha definito la guerra come "il fallimento della pace" e "una sconfitta dell'umanità". Nel suo Angelus, Papa Francesco ha ricordato che quello in Siria non è certo il solo conflitto in corso: "Preghiamo perché cessi subito la devastazione in Siria e per in tutto il Medio Oriente (...) particolarmente per il Libano, perché trovi la desiderata stabilità e continui ad essere modello di convivenza; per l'Iraq, perché la violenza settaria lasci il passo alla riconciliazione; per il processo di pace tra Israeliani e Palestinesi: progredisca con decisione e coraggio. E preghiamo per l'Egitto, affinché tutti gli egiziani, musulmani e cristiani, si impegnino a costruire insieme la società per il bene dell'intera popolazione".

Infine, Papa Francesco ha ringraziato tutti quanti hanno partecipato, ciascuno a proprio modo, all'iniziativa di preghiera: "Vorrei ringraziare tutti coloro che, in diversi modi, hanno aderito alla veglia di preghiera e digiuno di ieri sera (...) tante persone che hanno unito l'offerta delle loro sofferenze", così come le "autorità civili" e "i membri di altre comunità cristiane o di altre religioni, e uomini e donne di buona volontà che hanno vissuto, in questa circostanza, momenti di preghiera, digiuno, riflessione".

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