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Papa Francesco chiede scusa per gli scandali a Roma e in Vaticano. Padre Lombardi: Non parlava di Marino

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A due giorni dalla conferma "nero su bianco" delle dimissioni di Ignazio Marino dalla carica di sindaco della Capitale, le voci sulla (presunta e negata fermamente dai diretti interessati) polemica tra Papa Francesco trovano nuova linfa dalle parole del Pontefice in occasione del discorso di apertura della catechesi per l'udienza generale a San Pietro.

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Prima di dare avvio all'importante rituale previsto per stamattina, Bergoglio ha voluto pronunciare un solenne "mea culpa" ricordando gli "scandali che ci sono stati sia a Roma che in Vaticano", senza poi dilungarsi in delucidazioni sul messaggio rivolto alla comunità cattolica "a nome della Chiesa".

La richiesta di "perdono" con riferimento a "recenti" vicende della vita pubblica romana è suonata in un primo momento come una sorta di rimprovero, l'ennesimo, nei confronti del sindaco Marino e delle istituzioni coinvolte negli scandali politico-giudiziari di "Mafia Capitale" e in altre imbarazzanti questioni legate all'uso più o meno disinvolto dei fondi istituzionali per esigenze personali di amministratori locali.

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Soltanto col successivo intervento chiarificatore del portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi, il pensiero di Papa Francesco è stato precisato: "Le scuse chieste ai fedeli non riguardavano politici, ma questioni che si leggono sui media nazionali in relazione a uomini di Chiesa e vita cittadina" ha specificato l'alto prelato sgomberando il campo, almeno in parte, da equivoci sul discorso di Bergoglio di inaugurazione della giornata di catechesi per l'udienza generale a San Pietro.

Fonte d'ispirazione per le parole del Pontefice, secondo il gesuita direttore dell'ufficio stampa della Santa Sede, una citazione di un noto brano del Vangelo dove si legge "guai all'uomo a causa del quale vengano gli scandali!", frase adattata dal successore di Josiph Ratzinger ai tempi attuali col riferimento a Roma ed al Vaticano come luoghi centrali per la riflessione con atto di "mea culpa" del capo spirituale della Chiesa di fronte al mondo cristiano.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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