Excite

Papa Francesco dona mille euro a un artigiano, che non può incassare l'assegno. Forconi presenti all'Angelus

  • Getty Images

Neanche il tempo di gioire per l'aiuto concreto giunto direttamente dal Vaticano, per l'artigiano di Palermo Bennardo Raimondi, che dopo aver passato una vita facendo i conti con usurai e picciotti spietati, ha trovato un muro di gomma alle porte degli uffici postali, dove avrebbe dovuto riscuotere i mille euro mandatigli da Papa Francesco. Essendo sprovvisto di conto corrente (a causa della perdita del lavoro e delle conseguenti gravi difficoltà economiche), l'uomo non ha infatti potuto scambiare l'assegno, in virtù delle rigide regole vigenti in materia di versamento e riscossione di danaro presso le varie filiali delle Poste Italiane.

Papa Francesco visita i bambini all'Ospedale Bambin Gesù

Se non avesse contorni e retroscena drammatici, nascosti dalla storia personale del diretto interessato, la vicenda suonerebbe come l'ennesima parabola di un Paese prigioniero della sua burocrazia e incapace di dare assistenza a chi meriterebbe qualcosa in più di un secco diniego dietro i freddi vetri di uno sportello postale.

L'Elemosina apostolica, mobilitata da Monsignor Bergoglio per andare incontro a questa ed altre persone in difficoltà, andrà fino in fondo e farò ottenere i soldi promessi al destinatario tramite vaglia, ma la denuncia di Raimondi ha già riscosso l'eco meritata, rimbalzando velocemente tra web e social network per essere in seguito ripresa dai grandi media nazionali.

Intoppi burocratici a parte, i mille euro versati all'artigiano strozzato da crisi e malavita su input diretto del Pontefice sono l'ennesimo atto di solidarietà compiuto da Papa Francesco a beneficio di uno dei tanti cittadini che in questi mesi si sono rivolti alla massima autorità spirituale per chiedere aiuto, ricevendo in cambio conforto morale e materiale.

"Avevo scritto tante lettere indirizzate alla Regione Sicilia, al Sindaco di Palermo e ad altri, ma nessuno mi aveva mai risposto finora" ha dichiarato Bennardo Raimondi commentando l'episodio, "invece il gesto del Santo Padre, una cosa impensabile, ha commosso sia me che mia moglie".

Proprio nella stessa giornata, peraltro, durante l'Angelus della domenica a Piazza San Pietro, c'era stato una sorta di incontro a distanza tra Papa Francesco e il movimento dei Forconi, rappresentato per l'occasione dai due leader "moderati" Mariano Ferro e Lucio Chiavegato, accompagnati da alcune decine di attivisti.

Leggendo pubblicamente lo striscione esposto dai manifestanti, recante la scritta "I poveri non possono aspettare", il gesuita argentino ha ancora una volta colpito nel segno, riuscendo a suscitare commozione con semplici ed efficaci parole di vicinanza e comprensione rispetto al disagio sociale di migliaia di cittadini: "Auguro a quanti dall'Italia si sono radunati per manifestare il loro impegno, di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo la via del dialogo".

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017