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Papa Francesco incontra i giornalisti: "Vi voglio bene" e vuole una Chiesa "povera per i poveri"

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"Avete lavorato, eh?" Con queste parole informali e un grande sorriso, Papa Francesco ha salutato i 5.000 rappresentanti dell'informazione presenti nell'Aula Paolo VI, a Roma, rivolgendo loro "un ringraziamento speciale" per "il qualificato servizio dei giorni scorsi". "Il vostro ruolo è indispensabile per raccontare la realtà contemporanea", ha detto ancora il Pontefice, che poi ha 'regalato' ai giornalisti assiepati nella sala una quantità di retroscena e aneddoti dell'elezione.

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"Vorrei una Chiesa povera per i poveri", ha 'confidato' il Papa ai presenti, aggiungendo: "Per questo mi chiamo Francesco". Una dichiarazione che spazza via gli ultimi dubbi residui sull'ispirazione del Pontefice per la scelta del nome. "Quando la cosa è divenuta un po' pericolosa", ha scherzato il Santo Padre a proposito della sua elezione, il 'compagno di banco' arcivescovo emerito di San Paolo e prefetto emerito della Congregazione per il Clero, Claudio Hummes, "un grande amico", lo ha confortato e poi, quando è stato raggiunto il quorum dei due terzi, lo ha abbracciato, sussurrandogli all'orecchio: "Ricordati dei poveri". "Quella parola è entrata qui", ha spiegato il Papa, toccandosi il capo, "i poveri, i poveri", e allora, "in relazione ai poveri, ho pensato a Francesco d'Assisi".

Nessun riferimento a Francesco Saverio e Francesco di Sales, dunque, ma un omaggio al Santo poverello, anche se non sono mancati suggerimenti diversi: "Molti mi hanno detto ti dovevi chiamare Adriano per essere un vero riformatore, oppure Clemente per vendicarsi di Clemente XIV che abolì la Compagnia di Gesù", ha detto il Pontefice ai giornalisti, strappando risate e applausi.

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Ancora una volta, infatti, il nuovo Pontefice ha mostrato di non mancare di empatia e senso dell'umorismo, coinvolgendo i presenti con un atteggiamento umile e accogliente e mostrandosi per nulla timido nel raccontare la Chiesa e se stesso. Anzi. Dopo aver definito i giornalisti "miei cari amici" e avere detto loro più volte "vi voglio bene", Francesco ha pure 'svelato' di avere ottenuto molti più dei 77 voti necessari per l'elezione, confermando un modo di porsi che fin dalla sua prima apparizione dal loggione di San Pietro ha affascinato tutti.

Dopo l'altera autorevolezza di Benedetto XVI, infatti, l'impressione condivisa è che questo Papa cerchi un contatto più diretto con i fedeli, e non solo, pur naturalmente ricordando che sarebbe opportuno conoscere meglio il Vangelo e che "gli eventi della storia ecclesiastica non rispondono alla logica delle categorie mondane", Conclave in primis. "Per questo non è facile comunicare questi eventi a un pubblico vasto", ha concluso Papa Francesco.

A margine dell'incontro, infine, è arrivata conferma che il nuovo Pontefice pranzerà il prossimo 23 marzo con Benedetto XVI (che Francesco ha ricordato dicendo di rivolgere "un pensiero colmo di grande affetto al mio predecessore, che ha rinvigorito la Chiesa con il suo magistero, la sua umiltà e la sua mitezza"), mentre il 24 presiederà la processione e la Messa delle Palme in Piazza San Pietro.

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