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Papa Francesco negli Usa, incontro con Obama e Biden a Washington: 'Io comunista? Se serve recito il Credo'

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Dopo la tappa a Cuba e l’incontro col leader rivoluzionario Fidel Castro, Papa Francesco è atterrato ieri sera a Washington dove l’attendevano il presidente Barack Obama con la moglie Michelle e le due figlie, insieme ad un imponente cordone di sicurezza formato da agenti speciali Usa.

Il Papa in visita negli Stati Uniti: le foto della stretta di mano con Obama

Cordiale e serrato il confronto col Capo di Stato americano, al quale il Pontefice ha dedicato una breve udienza in forma privata all’interno dei locali dell’aeroporto di Andrews, in un clima emozionato e alla presenza di Malia e Sasha Obama.

Inevitabili le domande “politiche” rivolte a Papa Francesco dalla stampa americana, sulla scorta delle polemiche che hanno preceduto e accompagnato la visita ufficiale della delegazione ufficiale vaticana: “Io comunista? Potrei recitare il Credo, se volete” ha scherzato Bergoglio davanti ai microfoni dei cronisti statunitensi riferendosi alle accuse dei conservatori.

(Da Santiago de Cuba a Washington, storico "viaggio di pace" di Papa Bergoglio)

Non è piaciuta, negli ambienti della destra repubblicana Usa, la stretta di mano al leader marxista Castro di avantieri, mentre riguardo la posizione sull’embargo a Cuba del Vaticano lo stesso Pontefice ha precisato che “tutto questo rientra nella dottrina sociale della Chiesa.

Simile l’approccio sull’indulto e sulla dissidenza a L’Avana (“abbiamo fatto liste di detenuti da scarcerare a Cuba e lo faremo ancora”), punti “caldi” molto sentiti dai rappresentanti del governo Obama e dai cubani esuli a Miami.

Domani 24 settembre l’atteso discorso di Papa Francesco al Congresso, davanti all’intero arco di forze parlamentari a stelle e strisce, coi riflettori dell’opinione pubblica internazionale accesi sullo storico intervento in aula a Washington della massima autorità spirituale della comunità cattolica.

Uno dei temi anticipati dallo staff di Jorge Maria Bergoglio ai giornalisti americani qualche ora dopo l’atterraggio alla base militare di Andrews sarà il miglioramento delle “relazioni bilaterali come segno di progresso e convivenza in vista di una nuova politica di pace promossa dalla Santa Sede nel mondo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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