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Parigi, accordo raggiunto per il clima: tutti gli obiettivi di Cop21

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Accordo raggiunto a Parigi per i delegati dei 195 Paesi e la Ue che hanno preso parte alla conferenza internazionale dell’Onu sui cambiamenti climatici. E dopo aver discusso per giorno sui cambiamenti da attuare per arginare il riscaldamento globale, i membri di Cop21 sono arrivati ad un accordo ritenuto “storico” da qualcuno mentre per altri “non sufficiente”.

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Di certo queste disposizioni rappresentano un primo passo verso una maggiore attenzione nei confronti del Pianeta e sono state siglate anche da Paesi che fino ad ora avevano ignorato l’entità delle emissioni come Cina, India, Arabia Saudita e gli altri paesi produttori di petrolio.

Dovrebbero entrare in vigore nel 2020 le nuove disposizioni, il cui accordo annunciato dal ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, nel salone della Conferenza è stato salutato con un lungo e scrosciante applauso. L’accordo prevedere l’impegno a contenere il rialzo della temperatura media globale “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi” rispetto ai livelli preindustriali “sforzandosi di raggiungere 1,5 gradi” come si legge nei punti approvati da Cop21.

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Per quanto riguarda gli obiettivi a lungo termine invece viene previsto dall’articolo 3 che i Paesi “puntino a raggiungere il picco delle emissioni di gas serra il più presto possibile” e proseguano “rapide riduzioni dopo quel momento” per arrivare a “un equilibrio tra le emissioni da attività umane e le rimozioni di gas serra nella seconda metà di questo secolo”.

La prima verifica dell'applicazione degli impegni è fissata al 2023, i cicli successivi saranno quinquennali. L'articolo 9 dell’accordo inoltre richiede ai Paesi sviluppati di “fornire risorse finanziarie per assistere quelli in via di sviluppo, in continuazione dei loro obblighi attuali”.

(Guarda il video della proclamazione dell'accordo)

Obama ha commentato tale accordo come “la migliore chance che abbiamo” di salvare il Pianeta mentre Hollande parla addirittura di “rivoluzione”: “A Parigi ci sono state grandi rivoluzioni in due secoli ma oggi è una grande rivoluzione per il Pianeta, contro il cambiamento climatico” all’unisono con i leader mondiali, compreso Matteo Renzi che da Twitter mette in risalto il protagonismo dell’Italia: “L'accordo sul clima a Parigi è un passo in avanti decisivo. Italia protagonista, oggi e domani”.

C’è chi invece sostiene che l’accordo sia insufficiente, soprattutto nei riguardi dei Paesi poveri: “Le conclusioni emerse non scongiurano l'innalzamento delle temperature di 3 gradi di qui al 2050 – ha detto Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo – rappresenta un significativo passo in avanti ma non stanzia risorse finanziarie sufficienti per l'adattamento al cambiamento climatico per i Paesi in via di sviluppo. Nonostante gli impegni assunti per la prima volta da oltre 190 Paesi per salvare il clima, le conclusioni del vertice non appaiono perciò all'altezza delle ambizioni che erano state dichiarate nei discorsi di apertura da parte dei leader di tutto il mondo”.

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