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Parma, inceneritore sotto sequestro: abuso edilizio e d'ufficio

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"La procura richiede il sequestro preventivo dell'inceneritore. Le nostre denunce erano quindi fondate. Ora avanti con l'alternativa". Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, annuncia così su Twitter il punto segnato a favore della giunta grillina in quella che è stata una questione chiave della campagna elettorale.

Video: Parma, la battaglia contro l'inceneritore

Il cantiere dell'inceneritore di Ugozzolo - da mesi al centro di infuocate polemiche - è stato sottoposto a sequestro preventivo dal procuratore capo Gerardo Laguardia, dopo la richiesta inoltrata lo scorso 30 luglio al pm Roberta Licci: le motivazioni alla base dell'atto sarebbero "abuso edilizio e abuso d'ufficio". Per conoscere la decisione definitiva sarà necessario attendere le valutazioni del giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli, ma le speranze del M5S di Parma di fermare l'inceneritore diventano sempre più concrete.

Per quanto riguarda il nome degli indagati, il riserbo è totale, tuttavia ciò non impedisce di ipotizzare che nel mirino degli inquirenti ci siano Iren, l'azienda multiutility incaricata dei lavori, il Comune di Parma e la Provincia, responsabili dell'approvazione e della realizzazione del progetto.

L'assenza della concessione edilizia da parte del Comune e il mancato pagamento allo stesso degli oneri di urbanizzazione sarebbero le ragioni alla base dell'ipotesi di reato di abuso edilizio, mentre a supportare l'accusa per abuso d'ufficio vi sarebbe il fatto che Iren avrebbe 'vinto' l'appalto per costruire l'inceneritore senza che sia mai stata bandita alcuna gara pubblica. A completare il quadro vi sono inoltre la chiusura del cantiere nell'estate del 2011 ordinata dall'ex sindaco Pietro Vignali e revocata poi dal Tar (con una richiesta di risarcimento da parte di Iren di 28 milioni di euro) e più di 10 esposti presentati in Procura contro la procedura di assegnazione illecita.

Soddisfatto l'assessore all'Ambiente Folli: "La Procura era al lavoro da tanto tempo, mi aspettavo che prima o poi saltasse fuori qualcosa", ribadendo comunque che "il nostro lavoro non è finito qui" e auspicando una ripartenza "di nuovo tutti insieme per studiare in modo spedito una gestione alternativa dei rifiuti". Laconici, invece, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli (Pd): "Non ritengo, allo stato, di formulare commenti nel dettaglio onde non interferire con le valutazioni che dovrà fare la competente autorità giudiziaria" e Iren, che tramite i propri addetti stampa ha fatto sapere di avere "piena fiducia nell'operato della magistratura".

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