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Passera: "Sulcis non chiude", Alcoa in stand-by

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"Sulcis non chiuderà ": lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera al termine della riunione con il sottosegretario Claudio De Vicenti, il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e il presidente della provincia Carbonia-Iglesias Salvatore Cherchi.

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"Si è deciso di rivedere il progetto per aggiornarlo e renderlo compatibile con le migliori tecnologie ed economicamente sostenibile. A tal fine si è deciso di proporre al Parlamento la proroga della scadenza prevista dalla legge 99/2009 per il bando di affidamento della relativa concessione. L'attività mineraria non subirà la paventata interruzione al 31 dicembre" precisa la nota ufficiale diffusa dal Ministero.

Sulcis e Alcoa: l'ottimismo del sottosegretario allo Sviluppo

Una decisione che, in soldoni, significa dare tempo un anno alla Sardegna per allinearsi alle direttive dell'Unione Europea sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, con un progetto diverso dall'attuale, che prevede una spesa di 1.6 miliardi di euro circa in otto anni: decisamente troppi per le casse di Regione e Stato. E allora, per evitare che l'isola si trasformi in una polveriera, considerata anche la contemporanea situazione dell'Alcoa, l'esecutivo ha scelto di prorogare i termini e sperare che nel mentre salti fuori qualcosa di nuovo, magari il bando comunitario da 800 milioni previsto per inizio 2013 e 'suggerito' all'esecutivo dal vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani.

Roma, la protesta dei lavoratori Alcoa

Diversa invece la situazione dell'Alcoa. La multinazionale svizzera Glencore ha infatti confermato "il proprio interesse" a valutare la situazione dell'azienda, ma a fronte di "chiarimenti in merito alle condizioni di contesto, come costo dell'energia, condizioni infrastrutturali e ambientali". Chiarimenti forniti da governo, Regione e Provincia e sulla base dei quali "Glencore si è riservata di fornire le proprie valutazioni entro una settimana". Intanto però i vertici di Alcoa non hanno accolto la richiesta di proroga di sette giorni del governatore Cappellacci e lunedì dunque inizieranno le procedure per il fermo della produzione. Appresa la decisione, gli operai presenti a Roma hanno deciso di rientrare in Sardegna per cercare di "convincere Alcoa a posticipare lo spegnimento dei macchinari", fissando un nuovo appuntamento nella Capitale per il 5 settembre, giorno in cui è previsto anche il vertice tra azienda e istituzioni.

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