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Pedofilia: scarcerata l'ex moglie di Dutroux

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Michelle Martin, l'ex moglie di Marc Dutroux, da tutti conosciuto come il 'mostro di Marcinelle' lascia il carcere: vivrà in libertà condizionata nel convento delle Clarisse di Malonne, una cittadina che si trova circa 60 Km a Sud di Bruxelles. La sentenza arriva dopo il rinvio del 31 luglio scorso, in seguito al ricorso avanzato dai familiari delle vittime e dal procuratore generale di Mons, Claude Michaux.

Video: la manifestazione contro Martin e Dutroux del 19 agosto

La Corte di Cassazione belga ha ritenuto "irricevibili e infondati" i motivi alla base della richiesta di non scarcerazione di Martin, disponendo già per oggi il trasferimento dell'ex moglie di Dutroux presso il suo nuovo domicilio e confermando, allo stesso tempo, il divieto per la donna di recarsi nelle regioni di Liegi e del Limburgo, dove vivono i parenti delle vittime. Michelle Martin, giudicata colpevole di complicità con il marito nel rapimento di sei bambine e per la morte di due di loro, ha già scontato 16 dei 30 anni che le sono stati complessivamente inflitti.

Giudicata in grado di intendere e di volere, nonostante abbia sempre sostenuto di essere stata succube del marito, Michelle Martin aveva già avanzato più volte richiesta di scarcerazione, affermando di essere molto diversa dalla giovane donna - all'epoca dei fatti aveva 25 anni - che insieme a Dutroux rapì e seviziò sei ragazzine di età compresa tra gli 8 e i 19 anni, permettendo che molti uomini abusassero di loro e lasciando che due morissero di stenti.

"Ho voglia urlare" ha dichiarato alla stampa Jean-Denis Lejeune, papà di Julie, rapita nel 1995 insieme a Melissa Russo all'età di 9 anni e ritrovata cadavere con l'amica nel 1996 in un terreno di proprietà del mostro di Marcinelle. "Per me lei è colpevole come Dutroux" ha detto ancora il signor Lejeune, "è più pericolosa di lui": per i crimini commessi il mostro di Marcinelle è stato condannato all'ergastolo.

E il fatto che Michelle Martin abbia avuto l'occasione di liberare dalla cantina in cui erano segregate Julie e Melissa quando l'ex marito venne arrestato per tre mesi perché sospettato di aver rubato dei camion, ma non l'abbia fatto, lasciando anzi le due a morire di stenti perché le facevano "impressione" le loro condizioni, per i parenti delle vittime e per l'opinione pubblica è sempre stato significativo del fatto che Martin sia lei stessa un mostro. Se possibile anche più di Dutroux: "Poteva salvare le nostre bambine e non l'ha fatto" ha detto lo scorso 31 luglio il signor Lejeune.

Insieme a Julie e Melissa, la coppia ha rapito e tenute prigioniere, torturandole, An Marchal ed Effje Lambrecks, 17 e 19 anni, anche loro rinvenute morte, e Laetitia Delhez e Sabine Dardenne, di 14 e 12 anni, ritrovate dalla polizia e salvate prima che fosse troppo tardi.

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