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Pellicce, dal 2012 obbligatorio segnare in etichetta parti di animali

Fortunatamente, grazie alle campagne di sensibilizzazione degli animalisti di tutto il mondo, l'opinione pubblica è sempre più sensibile al tema degli animali seviziati per ottenere delle pellicce. Infatti, il trend di questi capi è significativamente sceso, ma non abbastanza ci tiene a sottolineare chi si occupa di salvaguardare gli animali da questo ingiusto ed insensato martirio.

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Se un tempo la pelliccia era considerata uno status symbol, indice di un certo benessere economico, oggi portarne una è ritenuto segnale di poca sensibilità verso la questione della salvaguardia e tutela degli animali. Il problema è che, molto spesso, anche indumenti come piumini o giacche con bordi in pelo non hanno una ben che minima indicazione sull'etichetta della provenienza e dell'origine della materia in questione. Tutto ciò ha permesso per anni, a commercianti e produttori del settore, di sfuggire ai controlli sull'affidabilità e legalità dell'origine dei materiali animali utilizzati, rendendone così sempre più fecondo, il traffico illegale di destinato a questo terribile uso e spesso abuso.

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Ma dal 2012 la musica cambierà, finalmente qualcuno ha capito l'importanza dell'argomento ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il regolamento che impone, dall’8 maggio 2012, per i nuovi prodotti, l’obbligo d’indicare la presenza di parti animali (pellicce, pelle, piume) nei capi d’abbigliamento. Sull'etichetta sarà riportata la dicitura 'contiene parti non tessili di origine animale' e in aggiunta, il Regolamento (UE) n.1007/2011, obbliga a far sì che 'l’etichettatura o il contrassegno non siano fuorvianti e siano presentati in modo che il consumatore possa facilmente comprenderli'.

La Lav (Lega Italiana anti vivisezione), che ha coadiuvato la Commissione europea proponendo e sostenendo gli specifici emendamenti, dichiara l'importanza del traguardo raggiunto, nelle parole di Simone Pavesi, responsabile LAV campagne antipellicce: 'Ad oggi, i consumatori italiani ed europei leggendo l’etichetta non sono in grado di riconoscere se un prodotto tessile è confezionato con pelliccia animale, ma grazie al nuovo provvedimento comunitario, potranno essere consapevoli di cosa stanno acquistando e orientarsi senza errore verso prodotti fur-free, evitando così di contribuire alla sofferenza e all’uccisione di tanti animali'.

Per l'indicazione obbligatoria del Paese d'origine dell'animale/i utilizzati bisognerà attendere fino al 2013, ma è comunque previsto l’articolo 24 del Regolamento 1007/11, secondo cui la Commissione europea dovrà riportare al Parlamento e al Consiglio sul percorso per la totale tracciabilità del prodotto.

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