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Per i buttafuori arriva ora l'albo professionale

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha firmato un decreto d'attuazione della legge sulla sicurezza che prevede la nascita di un nuovo albo professionale, quello dei buttafuori. D'ora in avanti non sarà così facile fare il buttafuori, perché diventerà necessario possedere alcune prerogative essenziali: essere maggiorenni, incensurati, dotati di autocontrollo, non essere o essere stati aderenti a movimenti, associazioni o gruppi organizzati, essere in possesso del diploma di scuola media inferiore ed avere una formazione giuridica, tecnica e psicologica acquisita durante appositi corsi di formazione organizzati dalle Regioni.

Tutti coloro che, quindi, vorranno intraprendere una carriera di addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo, in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, dovranno accertarsi di possedere i requisiti necessari ed iscriversi all'albo istituito presso le Prefetture. La domanda di iscrizione agli elenchi prefettizi può essere presentata o dal gestore del locale o dal titolare dell'istituto di vigilanza. Il personale che alla data dell'entrata in vigore del decreto svolge già servizi di controllo di attività di intrattenimento e spettacolo può continuare a farlo per un periodo non superiore ai sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (6 ottobre 2009), questo secondo il periodo transitorio previsto dalla norma.

La notizia della nascita del nuovo albo è stata accolta da alcuni con entusiasmo, da altri con scetticismo. Tra i favorevoli il Sindacato italiani locali da ballo (Silb) aderente a Fipe/Confcommercio. Il presidente del Silb, Renato Giacchetto, ha detto: "Finora quella dell'addetto alla sicurezza era una figura ibrida, non regolamentata; quindi non possiamo che essere favorevoli a una norma che la inquadra. Tuttavia si poteva riflettere meglio su alcuni aspetti della norma. Per esempio, il periodo transitorio poteva essere più lungo dei sei mesi previsti, per dare tempo alle Regioni di organizzare i corsi di formazione, come avevamo chiesto anche noi. Poi, avremmo preferito che l'iscrizione all'albo potesse essere richiesta anche dai singoli e non solo dalle aziende e dagli istituti di vigilanza. Comunque questo è un passo avanti e assicureremo tutto il supporto per l'applicazione della norma e l'attivazione dei corsi".

Tra gli scettici, come sottolineato da La Repubblica, i rappresentanti delle guardie giurate. Il segretario nazionale del Sindacato autonomo della vigilanza privata (Savip), Vincenzo del Vicario, ha affermato: "Ben venga la regolamentazione, ma non vorremmo che si pensi a una categoria finora abusiva, dimenticandosi invece delle guardie giurate, che offrono un servizio alla collettività e sono una grande risorsa, ma sono da anni in attesa di una regolamentazione, come già avvenuto in altri paesi europei".

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