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Perugia, Meredith forse uccisa da uno spacciatore

Sul caso Meredith Kercher, la giovane uccisa lo scorso novembre a Perugia, è spuntato un quarto uomo. A rivelarlo il "Giornale dell'Umbria" in un articolo pubblicato sabato in cui è scritto: "Trent'anni, biondo, occhi azzurri, un berretto di lana bianco calato sulla testa ed una felpa scura con la bandiera norvegese, il famoso Napapjiri. A Perugia in molti lo indicano come assuntore e spacciatore di sostanze stupefacenti. La mattina del delitto di Meredith Kercher si aggirava per piazza Grimana con le mani, i vestiti e le scarpe sporchi di sangue. Fuori di sé, urlava e piangeva: 'L'ho ammazzata, l'ho ammazzata".

Secondo quanto riportato dal giornale non si tratta né di Raffaele Sollecito né di Rudy Guede né di Patrick Lumumba. "Questo giovane - si legge - è stato visto da una mezza dozzina di persone e dai paramedici di un'ambulanza del 118 di passaggio nella zona, molte ore prima del ritrovamento ufficiale del cadavere della studentessa inglese". Il quotidiano ha riferito di aver appreso la notizia quasi per caso quando, nel corso di un servizio giornalistico al Pronto soccorso, riguardo al caso Meredith un medico ha chiesto notizie di quel ragazzo con le scarpe sporche di sangue. Al "Giornale dell'Umbria" il medico ha spiegato che la mattina del ritrovamento del cadavere di Meredith, circa due ore prima che venisse dato l'allarme, un'ambulanza che transitava per piazza Grimana l'ha incrociato. "Gli operatori - ha raccontato il medico - si sono fermati per chiedergli come stava e lui ha tagliato corto. Hanno notato però che aveva le scarpe da ginnastica sporche di sangue. Un centinaio di metri più avanti il personale del 118 ha incontrato delle persone che spesso si accompagnavano con lui ed ha chiesto loro se fossero a conoscenza del motivo di quello strano comportamento. La risposta è stata: 'Dice a tutti di allontanarci da qui, perché scoppierà l'inferno'".

Il "Giornale dell'Umbria" ha raccolto alcune testimonianze su questo giovane. "Certo che lo conosciamo, ha spacciato nella piazza per anni - ha detto uno dei testimoni - erano circa le sette del mattino del 2 novembre. Era sconvolto. Piangeva e urlava qualcosa come: 'L'ho ammazzata, l'ho ammazzata'". Un'altra persona sentita dal quotidiano ha raccontato che aveva i vestiti sporchi di sangue e in particolare era ferito ad una mano, la mano destra.

Il pubblico ministero Giuliano Mignini ha convocato in Procura gli autori dell'articolo. Secondo fonti investigative, tuttavia, sembra si tratti di una vicenda già nota e verificata dagli inquirenti e quindi priva di riscontri oggettivi. Luca Maori, uno dei difensori di Raffaele Sollecito, ha chiesto "un immediato deposito di tutti gli atti dell'inchiesta sull'omicidio di Meredith". A proposito dell'articolo pubblicato dal "Giornale dell'Umbria" l'avvocato ha affermato che si tratta di "notizie da confermare che, se confermate, rappresenterebbero un'ulteriore conferma dell'innocenza di Sollecito da noi sempre sostenuta".

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