Excite

Peschereccio Airone sequestrato in Libia, 3 marinai italiani a bordo: "Sono stati i militari di Tripoli"

  • Twitter @sputnik_italia

Sono cominciate alle prime ore del mattino le operazioni di ricerca del peschereccio Airone da parte delle autorità italiane, impegnate in un'intensa attività diplomatica col governo libico dopo la scomparsa in acque internazionali dell'imbarcazione della Maran snc.

Libia, anche i cittadini italiani a rischio dopo l'avanzata dell'Isis in tutto il Paese

Dalle 3.30 della notte di ieri non si ha più nessuna notizia del natante, dirottato da uomini armati e approdato in seguito al porto di Misurata secondo una delle ricostruzioni circolate a inizio giornata in attesa di verifiche e riscontri ufficiali.

Nell'area dove è avvenuto il sequestro, secondo quanto riferito oggi dal presidente del Distretto della Pesca Giovanni Tumbiolo, si muovono solitamente “motoscafi e rimorchiatori privi di insegne di riconoscimento” e in molti casi fuori controllo.

Probabile sembra l'ipotesi di un'azione energica di ispezione dei militari della marina nazionale della Libia, finalizzata all'identificazione del personale di bordo e dei passeggeri del peschereccio composto da 7 persone in totale, quattro delle quali tunisine e il resto di Mazara del Vallo.

(Egitto, due imbarcazioni da pesca italiane sequestrate durante la navigazione: video)

Soltanto su iniziativa della Farnesina ed in particolare del presidente del distretto della Pesca Tumbiolo sono state messe al corrente dell'accaduto le autorità libiche, fino alle prime ore del mattino rimaste ufficialmente all'oscuro del sequestro in alto mare dell'Airone.

Il ministro della pesca e dell'agricoltura di Tripoli in carica Abdul Munam Dugma ha assicurato, al termine di un lungo contatto telefonico con l'Italia, il massimo impegno del governo per la ricerca della nave Airone e la tutela dell'equipaggio italo-tunisino sequestrato a mano armata da un gruppo di ignoti assalitori ieri a notte fonda a 30 miglia dalla costa.

Elevato è il livello di allarme, non nascondono i diplomatici italiani di fronte all'ennesimo episodio di tensione con protagonisti (o meglio vittime) pescatori in attività sulla sponda nordafricana del Mediterraneo, per la quasi totale mancanza di contatti tra il nostro Paese e la Libia dovuta principalmente alla chiusura dell'ambasciata a Tripoli.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017