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Pesto al botulino: la Procura di Genova apre un'inchiesta per lesioni colpose

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Update 16.02
Altro che pesto! Si sta rivelando piuttosto un pasticcio la vicenda del sugo al basilico contaminato dal botulino. Dai risultati delle analisi effettuate dall'Istituto Superiore della Sanità non è stata trovata alcune traccia della tossina. Ma allora le persone che si sono sentite male e sono state ricoverate in ospedale per intossicazione alimentare? Non sono state vittime di avvelenamento ma di una sindrome in alcuni casi ancora più grave: la suggestione. A questo punto il pesto di Prà, prodotto da Bruzzone e Ferrari potrà tornare nei punti ventita.

La procura di Genova ha aperto un'inchiesta sulla vicenda del pesto al botulino. L'allarme era stato lanciato dal ministero della Salute, in merito al prodotto della ditta Bruzzone e Ferrari di Genova, un pesto confezionato per conto di alcune grandi catene di distribuzione, finito in un circuito di distribuzione nell'alessandrino con data di scadenza 9 agosto 2013 ed il numero di lotto 13G03.

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Il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico ha aperto fascicolo 'modello 45', ovvero derivante da notizia non costituente reato, sulla base della relazione dei carabinieri del Nas e ispettori dell'Asl 3 sulla partita intossicata e sull'ispezione avvenuta nella mattinata di lunedì 22 all'interno della fabbrica "Bruzzone e Ferrari" di Prà (controllo che non ha evidenziato anomalie o emergenze igieniche nelle linee di produzione del pesto). Al momento il reato ipotizzato è quello di lesioni colpose: le indagini saranno affidate al pm Stefano Puppo.

La stessa ditta produttrice di Genova-Pra' aveva dato l'allarme notte tra venerdì e sabato: la Bruzzone e Ferrari ha riscontrato la presenza della spora, il 'Clostridium Botulinum' in alcuni campioni di prodotto. Di qui l'allerta per la pericolosità della sostanza, che può essere innocua ma da cui potrebbe svilupparsi la tossina del botulino. L'intero lotto è stato sequestrato e ritirato dal mercato, così come quello successivo a scopo precauzionale.

Sono oltre 100 le persone sottoposte a visita medica per sospetta intossicazione da botulino, tutte dopo aver mangiato la stessa salsa al basilico: 10 sono state ricoverate negli ospedali genovesi (quattro al Galliera ed altrettanti al San Martino, uno a Villa Scassi e un bambino al Gaslini) ma i dati sono in costante aggiornamento. Nonostante l'azienda abbia disposto il ritiro del prodotto dal commercio e siano scattati i controlli delle ASL per accertare l'estensione dell'allerta sul territorio regionale ed extra regionale, non si può escludere che alcune unità di prodotto siano ancora nella disponibilità di qualche consumatore ignaro. La partita incriminata, infatti, comprendente 14.872 confezioni distribuite in Liguria ma anche in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Valle d'Aosta.

Intanto la Coldiretti tiene il conto della lunga serie di allarmi nel settore alimentare in Italia, con numeri impressionanti in costante crescita: "Con l'annuncio della sospetta presenza di botulino in pesto genovese lanciato dal Ministero della Salute aumentano gli allarmi alimentari in Italia che nel primo semestre dell'anno sono stati ben 268 con una tendenza all'aumento rispetto al 2012 quando erano stati pari complessivamente a 517 i casi rilevati nell'intero anno".

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