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Pietro Maxymilian Di Paola, lettera shock prima dell’omicidio-suicidio: "Alessandra proverà terrore"

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Voleva motivare il gesto estremo che da lì a poco avrebbe compiuto Pietro Maxymilian Di Paola, nel momento in cui si decideva a prendere carta e penna per scrivere una lettera di rivendicazione del “sacrificio” della vita propria e della sua ex ragazza, alla quale intendeva “far provare la vera tristezza”.

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I riferimenti all'omicidio-suicidio progettato come unica via d’uscita alla spirale di “risentimento e odio seguita alla fine del rapporto di coppia, nel corso della missiva d’addio al mondo del ventenne milanese, sono piuttosto chiari, con tanto di allusioni alla dinamica dell’eliminazione di Alessandra: “Non mi sono lanciato subito con lei per farle sentire il terrore di perdere tutto, famiglia amici e futuro”.

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Una vendetta spietata, quella progettata a tavolino e messa in atto senza esitazioni da Di Paola, consapevole dei “ricordi negativi” prodotti da un’azione simile ed allo stesso tempo determinato a fare chiarezza, nero su bianco, su quanto sarebbe successo per sua volontà lunedì notte.

“Credo che scrivere sia una forma di giustizia verso chi penserà ai motivi del mio gesto” si legge nei tre fogli nascosti dal ragazzo in casa prima del tragico episodio del 15 settembre scorso, quando le vite di Pietro e Alessandra si sono spente nel modo terribile raccontato dalle cronache delle ultime 24 ore.

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Il folle piano omicida del giovane di Milano non ha trovato ostacoli, né pare che vi siano stati tentennamenti durante la serata trascorsa in compagnia di alcuni amici, sempre insieme alla ex ragazza che lo aveva lasciato di recente, “coinvolgendo anima, cuore e corpo” in una storia contraddistinta per lungo tempo da amore totale e disarmante”.

Pietro Maxymilian Di Paola ha chiuso la lettera ai cari” salutando per l’ultima volta i familiari e mandando un particolare augurio alla sorella (“sposa un brav’uomo, prenditi cura di Leo e Maya"), non prima di aver dedicato un pensiero al padre scomparso da anni e “discolpato” per il disagio del figlio pronto a suicidarsi.

“Il dolore ti mangia vivo fino a rendere clamorosamente insapore l’esistenza è una delle frasi più significative scelte da Pietro per motivare la scelta di uccidere Alessandra Di Paola, gettandosi nel vuoto subito dopo, ma ancora più inquietante suona il consiglio finale riassunto nell’invito a “dubitare di quelli che ridono sempre perché “a volte non possono fare altrimenti” e comunque “nel frattempo perderanno l’anima.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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