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Pillola del giorno dopo, Chiesa tedesca: sì in caso di stupro

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"Le dimissioni del Papa hanno aperto la mente dei vescovi tedeschi": il teologo Vito Mancuso commenta così a Repubblica Tv la decisione della Chiesa in Germania di permettere alle cliniche cattoliche di somministrare la pillola del giorno dopo alle donne vittime di stupro. E se anche il 'congedo' di Benedetto XVI non c'entrasse con la scelta operata dalla conferenza episcopale durante l'assemblea a Treviri, resta il fatto che si tratta di un altro importantissimo passo avanti su una questione tra le più delicate, sofferte e dibattute in tema di diritti civili e pari opportunità.

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I vescovi tedeschi, riuniti in assemblea sotto la guida di monsignor Robert Zoellitsch, hanno infatti stabilito che le numerose strutture sanitarie della Germania che praticano l'obiezione di coscienza possono somministrare la pillola del giorno dopo per prevenire gravidanze indesiderate a seguito di violenza sessuale, se il farmaco impedisce la fecondazione dell'ovulo e non causa aborto. Un distinguo ovvio per medici e scienziati, ma in realtà importantissimo, perché di fatto sancisce il momento in cui ha inizio la vita umana, mettendo un punto fermo a un lungo dibattito.

La svolta della Chiesa tedesca è arrivata in seguito al caso di una donna di Colonia che dopo un'aggressione sessuale ha denunciato di essersi vista rifiutare la pillola del giorno dopo da due cliniche cattoliche e ha confermato la posizione espressa a inizio febbraio dal cardinale della città, Joachim Meisner, che ha dato il via libera alla somministrazione del farmaco se "giustificabile" con il fine di impedire la fecondazione a seguito di una violenza carnale. Parole che hanno suscitato un'enorme eco, dal momento che il cardinala Meisner è un noto ultraortodosso, molto amico di Papa Benedetto XVI.

La presa di posizione dell'alto prelato allora era sembrata inevitabile, dato l'ondata di sdegno che aveva sollevato la vicenda e le solide e taglienti argomentazioni con le quali la deputata dei Verdi e ministro dell'istruzione della regione della Renania Settentrionale-Vestfalia, Sylvia Löhrmann aveva attaccato lo "scandaloso incidente di Colonia", definendolo in contrasto con "la missione sociale cristiana" e "una violazione dei diritti umani", tuttavia ancora oggi i vescovi tedeschi hanno precisato di avere autorizzato la somministrazione della pillola del giorno dopo in quanto si tratta "di prodotti farmaceutici che hanno effetti nuovi", ovvero che non causano l'aborto.

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