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Pinguini, stupratori e necrofili: una ricerca sfata il mito

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Spunta da un cassetto una sconvolgente ricerca scientifica che sembra voler svelare il vero volto dei pinguini e sfata il mito dell'uccello-anfibio emblema della monogamia, della tenerezza e della goffaggine. Altro che mascotte o simbolo di attività sportive, politiche e industriali, secondo uno studio che risale all'inizio del Novecento, rimasto segreto finora, i pinguini sarebbero degli stupratori di gruppo con tendenze alla necrofilia.

"I pinguini di Adelie fanno sesso fra maschi, a volte violentano le femmine, uccidono i pulcini, talvolta i maschi si accoppiano perfino con femmine morte, anche da tempo...". Così scriveva circa un secolo fa il naturalista inglese,George Murray Levick, in un rapporto rimasto chiuso in un cassetto per non scandalizzare la Gran Bretagna dei primi del 900. La ricerca, infatti, rimase sepolta dalla scartoffie proprio perchè lo stesso Levick, esploratore dell'Antartide, era ben consapevole che la verità avrebbe sconvolto la società. Dello studio, intitolato "La vita sessuale dei pinguini di Adelie", ne è rimasta soltanto una copia, custodita dal curatore della sezione sugli uccelli del Museo di Storia Naturale di Londra, Douglas Russell.

I pinguini dunque sono dei pervertiti. "Il pamphlet - spiega Russell alla Bbc - osserva e commenta la frequenza dell'attività sessuale, il comportamento auto-erotico e il comportamento apparentemente aberrante di giovani pinguini non accoppiati, maschi e femmine, che comprende la necrofilia, la coercizione sessuale, l'abuso sessuale sui pulcini e attitudine omosessuale". E ancora si continua a leggere come i pinguini agiscano in gruppo per violentare una femmina del branco.

La parte senz'altro più sconvolgente del phamphlet riguarda le tendenze necrofile. Molti pinguini si accoppiano con femmine morte anche da un anno o che stuprano i pulcini. Lo scrittore descrive come un pinguino si accoppia con una femmina distesa a terra e morta.

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