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Pino Insegno truffato: 75 mila euro per un Suv che non avrà mai

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di Laura Abbate

Pino Insegno è stato vittima di una truffa: ha pagato 75 mila per un Suv che non avrà mai. A riportare la notizia, IlMessaggero.it. L'attore e conduttore tv aveva deciso di acquistare una nuova macchina e si era recato, come al solito, in un autosalone di Casal Palocco, a Roma, di cui conosceva bene il titolare: Paolo Corridore(47 anni di origine lombarda). Insegno e Corridore pare collaborassero anche su alcuni progetti di beneficienza. Inoltre, secondo i beninformati, Insegno era un cliente abituale di quell'autosalone, anni fa aveva già comprato delle macchine e tutto era filato liscio come l'olio. Questa volta no però, qualcosa è andato storto. Infatti, scelto il Suv e prelevata l'ingente somma dal conto in banca di Insegno sembra che Corridore sia scomparso, dileguato nel nulla. L'autosalone è stato prontamente chiuso, il numero di cellulare cambiato e del titolare dell'attività si è persa ogni traccia.

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Insegno ha allora sporto denuncia. I fatti risalgono al 2009, ma solo oggi il truffatore e la vittima sono arrivati alla resa dei conti. Infatti, la nona sezione penale del Tribunale di Piazzale Clodio ha chiesto una pena pari a un anno di reclusione per il signor Corridore. Inoltre, quest'ultimo dovrà risarcire l'attore romano per il danno e dovrà pagare le spese legali dell'avvocato Federico Scognamiglio che ha tutelato gli interessi di Pino Insegno. "Il mio assistito sostiene di non aver rispettato il proprio obbligo perché vittima di usura e quindi cotretto a chiudere la propria attività. Ricorreremo in appello" ha detto il legale di Paolo Corridore, Roberto Porcaro.

Praticamente, Corridore avrebbe preso da Insegno prima un assegno da 25 mila euro come acconto per l'acquisto del Suv; poi, un assegno da 50 mila euro con la promessa che l'auto sarebbe arrivata a breve in un concessionario di Livorno perché a Roma non era ancora disponibile. Insegno aveva abboccato a quanto sostenuto dal proprietario dell'autosalone e amico. Pochi giorni dopo però si è reso conto di essere stato raggirato e truffato e così si è rivolto alle autorità competenti che hanno deciso la pena.

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