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Placanica: "Mi hanno distrutto il cervello"

Sono passati sei anni dai tragici fatti di Piazza Alimonia ma per Mario Placanica, l'ex carabiniere che sparò a Carlo Giuliani, non c’è pace.
Dal 2001 un calvario senza fine, una serie nera di episodi che lo hanno visto prima coinvolto in un grave incidente automobilistico e poi congedato dall’Arma nel 2005.

Come se non bastasse Placanica, oggi ventiseienne, è risultato tra i soggetti interessati di un'indagine operata dagli ex colleghi del Reparto operativo di Catanzaro su un presunto spaccio di droga.
Tutto è iniziato nel 2004, quando la moglie di Placanica, Sveva Mancuso, denuncia una presunta estorsione legata ad un'eredità.

I Carabinieri decidono così di mettere sotto controllo il suo telefono ed inseriscono delle microspie in auto.
Svariate ore di conversazione che hanno portato all'informativa firmata dal tenente Antonio Pisapia e inviata al pm Luigi De Magistris.

Ora toccherà alla procura stabilire se nelle telefonate "inequivoche" con personaggi coinvolti in vicende di droga (alcuni pregiudicati) esistano notizie di reato.
Ma ciò che più colpisce è constatare come il Placanica che viene fuori dalle intercettazioni è un uomo distrutto che sembra consumarsi tra dolore e rimorso.

Lunghi monologhi in auto, (come nel novembre 2004 quando l’Arma lo sta per congedare: "Gli è piaciuto (…) fare domande per tre anni di fila, (…) quanti problemi psicologici mi hanno creato e adesso mi tengono. Gli è piaciuto divertirsi, è facile con il cervello degli altri… troppo facile"), pianti disperati ("Sono un fascista di m…mi hanno distrutto il cervello…Io non immaginavo che era una cosa del genere… io mi sono sentito male a vedere tutte quelle cose… tutte quelle ragazze prese a botte, tutti pieni di sangue… (…) non sai quante lacrime ho buttato perché ho visto femmine sfondate, capi spaccati…"), ricordi ("Il 20 luglio da me è venuto il capo del Comitato nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica: lui mi ha rovinato, invece di aggiustarmi mi ha rovinato… perché da quel giorno sono stato pedinato mattina e sera… sempre, perché a me quella cosa mi ha dato problemi psicologici e mi ha reso più nervoso, più ansioso"), deliri, come presunti contatti con le Brigate Rosse ("Mi vogliono perché hanno visto che ho la mira buona") o un sequestro di persona progettato ai suoi danni ("Mi vogliono rapire ma questa volta i no global non c’entrano nulla…non so chi vuole rapirmi…dall'estero…non sono neanche italiani").

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