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Playtex, lavoratori in sciopero contro la chiusura

Posti a rischio per 120 dipendenti dell'azienda di intimo Playtex di Pomezia. Le trattative con l'azienda, che vuole trasferire il centro distribuzione al nord, a Bergamo, sono fallite. I dipendenti hanno deciso così di organizzare uno sciopero massiccio. Sui cartelli di protesta si legge: 'Centoventi lavoratori in mutande'.

I lavoratori, per la maggior parte donne, hanno presidiato ieri via Laurentina e davanti i cancelli dello stabilimento hanno bloccato i camion arrivati per ritirare la nuova collezione estiva di reggiseni, attesi nei negozi per giugno. La protesta ha avuto ripercussioni sul traffico per la fila dei camion e sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

I sindacati, attraverso un comunicato della Cgil-Cdlt del Comprensorio Pomezia-Castelli-Colleferro-Subiaco, hanno fatto sapere: 'Le proteste proseguono senza sosta. I lavoratori chiedono di salvare il proprio posto di lavoro, perché dopo la rottura del tavolo da parte del gruppo è forte la tensione. Siamo preoccupati'. Il segretario generale della Cgil-Cdlt, Giuseppe Cappucci, ha detto: 'Chiediamo la tutela dei posti di lavoro e del sito di Pomezia, ma vogliamo anche impedire eventuali colpi di mano o forzature finalizzati allo spostamento di merce già pronta per la commercializzazione e che l'azienda vorrebbe spedire a Bergamo'.

Le proteste dei lavoratori vanno avanti da circa due mesi e lo spettro dei licenziamenti si fa sempre più concreto. La chiusura definitiva potrebbe avvenire il prossimo 30 giugno.

Foto: roma.repubblica.it

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