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Polonia-Germania: è "guerra" d'arte!

A Varsavia le elezioni sono vicine e si sente.

Il Premier Jaroslaw Kaczynski, nel probabile intento di assecondare lo "zoccolo duro" nazionalista e storicamente antitedesco del proprio elettorato, avrebbe intenzione di chiedere 20 miliardi di dollari, circa 15 miliardi di euro, a mo' di risarcimento per gli ingenti danni provocati dagli occupanti nazisti al patrimonio artistico polacco durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il "saldo" potrebbe avvenire, afferma l’Herald Tribune, trattenendo alcune opere d’arte tedesche (tra cui alcuni spartiti autografi di Mozart e di Bach e la collezione di libri dell’antico Stato Prussiano) portate in Polonia durante la Seconda Guerra Mondiale e di cui la Germania chiede la restituzione da sedici anni.

Woiciech Kowalski, il docente di Legge che si occupa della questione, spiega: "Abbiamo trovato questi tesori abbandonati, li abbiamo salvati e nazionalizzati all’interno dello Stato polacco". Tale linea, sostenuta dal governo Kaczinsky, ha di fatto congelato le trattative in corso tra Varsavia e Berlino.

La richiesta di risarcimento, unita a quella di un maggior peso decisionale di Varsavia in sede UE (sulla base del controverso teorema secondo cui, senza le perdite subite in guerra, la Polonia avrebbe oggi una popolazione quasi doppia) e all'attacco rivolto al leader dell'Opposizione Donald Tusk, europeista convinto e vicino al PPE, sembrano confermare la spinta ultranazionalista dei gemelli Kaczynski e infiammano una campagna elettorale già di per sé complessa e concitata.

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