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Power Balance nel mirino dell'Antitrust

Sono diventati l'oggetto cult di questa estate 2010. Promettono di ottimizzare il naturale flusso di energia del corpo. Assicurano equilibrio, forza e flessibilità. 'Non credetici, provatelo', si legge sul sito web. Il loro nome è Power Balance e sono i braccialetti il cui ologramma garantisce effetti benefici per il corpo. Si tratta di una Performance Technology studiata negli Usa e diffusasi in un primo momento tra i surfisti.

I 'braccialetti', inizialmente progettati per aiutare gli atleti professionisti a raggiungere il top nelle prestazioni sportive, hanno piano piano preso piede tra persone che conducono gli stili di vita più diversi, fino a diventare una vera e propria moda con grande gioia della società che li producono e commercializzano. Successo che ha finito per attirare l'attenzione dell'Antitrust.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha infatti deciso di avviare un'istruttoria per possibile pratica commerciale scorretta nei confronti delle due società che distribuiscono e commercializzano il braccialetto Power Balance, ossia Power Balance Italy e Sport Town. Attraverso un comunicato l'Antitrust ha spiegato: 'Le due società, nelle loro comunicazioni commerciali, attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene... effetti positivi sull'equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese alle collanine con ciondolo che completano la gamma. In base al procedimento avviato dagli uffici dell'Autorità le due società dovranno, entro i prossimi 15 giorni, fornire un'idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa 'l'istantanea efficienza dei sistemi elettronici chimici e biologici dell'individuo'. Entro lo stesso termine dovrà essere provata l'assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possano derivare dall'uso dei prodotti'.

Nella nota si legge ancora: 'L'istruttoria è stata avviata in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti quali, ad esempio, i risultati che si possono attendere dal loro uso o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sui prodotti'.

Tempo quindici giorni, dunque, e sapreme se gli ormai celebri 'braccialetti' sono davvero in grado di garantire effetti benefici per il corpo.

Foto: powerbalance.it

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