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Prezzi alle stelle per caffè, pane e pasta

L'autunno 2007 comincia nel peggiore dei modi per "l'italiano tipo" da sempre affezionato a degustare quotidianamente un piatto di pasta e almeno una tazzina di caffè.

Milano, Torino, Udine, Firenze, Genova, Venezia, dal nord Italia parte la corsa al rincaro dell'espresso: facile infatti pagare sin da oggi un euro per una tazzina di caffè finora costata 60/70 centesimi. Immediata la protesta di consumatori e associazioni di categoria come Adoc, Adusbef, Codacons e Confconsumatori che lanciano lo "sciopero della tazzina". Gli esercenti si giustificano sottolineando il fatto che il costo di un caffè sia fermo da circa cinque anni e che, quindi, un aumento del prezzo sia cosa naturale e congenita alle dinamiche di mercato.

Come se non bastasse altri due "must" dell'alimentazione mediterranea, pane e pasta, sono destinati ad aumentare di costo nel brevissimo periodo. La denuncia parte dalla Coldiretti che dichiara: "È aumentato del 419% il prezzo del pane negli ultimi 20 anni nonostante quello del grano sia continuamente diminuito ed oggi risulti addirittura inferiore a quello pagato agli imprenditori agricoli nel 1985". Il rincaro annunciato pare quindi scarsamente giustificato.

Come per il "diritto all'espresso" le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza, il 13 settembre, indicendo lo "sciopero della spesa" per protestare contro l'aumento dei prezzi di luce, gas, treni, pane, latte, pasta e libri scolastici. Nel corso della manifistazione saranno distribuiti gratis pane, latte e pasta.

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