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Processo a John Miller, uccise moglie e figlia a colpi d'ascia: "Erano impure, con gli occhi castani"

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di Simone Rausi

Una storia che sembra uscita fuori dalla mente del più cruento degli sceneggiatori dei film horror quella che sta venendo fuori durante il processo di John Miller, l'uomo accusato del duplice omicidio della figlia e della fidanzata avvenuto nell'ormai lontano 2011. Il 38enne inglese del Garforth, in West Yorkshire, si scagliò con "rabbia psicotica" contro le due e le uccise violentemente a colpi di ascia. "Non erano ariane, pure".

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Secondo la ricostruzione Miller si sarebbe seduto a tavola con la sua famiglia con l'intenzione di consumare un'ultima cena. Avrebbe detto alla famiglia che tutti sarebbero dovuti morire e qualche ora dopo aveva ucciso la fidanzata e la figlia in modo brutale: lingua recisa e 23 colpi sulla compagna, 8 profonde ferite sul corpo della piccola. Ad essere risparmiata solo l'altra figlia, Amelia. Lei avrebbe avuto un "Dna superiore", sarebbe stata una vera ariana, purissima. Dopo aver commesso il gesto l'uomo era scomparso di casa e la polizia lo aveva trovato nudo in un bosco solo l'indomani.

Nell'ospedale psichiatrico in cui è stato ricoverato John Miller dice di aver sentito le voci. Voci insistenti che lo obbligavano ad uccidere "le persone impure dagli occhi castani". Miller aveva alle spalle 15 anni di tossicodipendenza e, recentemente, era stato sottoposto a una cura molto intensa di psicofarmaci che avrebbero inibito le sue facoltà mentali. Il 38 enne inglese è stato condannato all'ergastolo con un minimo di 15 anni dopo aver confessato di aver commesso il duplice omicidio per motivi razzisti.

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