Excite

Processo appello Scazzi, difesa di Sabrina contro Michele Misseri. La famiglia di Sarah: "Basta sceneggiate"

  • Twitter @marcorizzo1986

Si giocherà le ultime carte a disposizione per ottenere la piena assoluzione o la revoca della pena massima dell’ergastolo per la giovane coimputata dell’omicidio di Sarah Scazzi, la difesa di Sabrina Misseri nel processo di secondo grado a Taranto.

Delitto Scazzi, pena durissima per Sabrina Misseri e Cosima Serrano in primo grado

Oggi il primo atto ufficiale davanti alla Corte di assise, coi rappresentanti legali delle parti impegnati nel formalizzare le richieste di perizie, esami e sopralluoghi aggiuntivi in merito al delitto di Avetrana del 26 agosto 2010.

Tesi di inquirenti, pubblica accusa e difensori torneranno a confrontarsi in aula fino all’emanazione della sentenza, sulla base di vecchi e nuovi elementi portati in giudizio per l’appello iniziato oggi.

L’intenzione di dimostrare la totale innocenza dell’assistita è stata resa nota dall’avvocato Franco Coppi a inizio giornata, non senza concreti riferimenti a fatti e circostanze addebitabili allo zio di Sarah, il contadino Michele Misseri, in un primo momento ritenuto responsabile della morte dell’adolescente di Avetrana e poi scagionato dopo l’acquisizione di prove e testimonianze sulla colpevolezza di Sabrina.

(Appello del processo Scazzi, in aula le coimputate Sabrina Misseri e Cosima Serrano)

Il “principe del foro” romano chiederà in particolare al collegio giudicante di tenere in considerazione dichiarazioni pubbliche e lettere scritte a firma del padre della presunta autrice del delitto Scazzi, attualmente detenuta nel carcere di Taranto insieme alla madre Cosima Serrano.

Ad avviso di Coppi, il movente di natura sessuale spiegherebbe tutto e meriterebbe di essere riesaminato dai magistrati, alla luce delle tre distinte pronunce della Corte di Cassazione sui ricorsi della difesa e di una telefonata risalente al 6 ottobre del 2010, in occasione della quale lo stesso Misseri si sarebbe lasciato andare ad una inequivocabile ammissione di colpevolezza.

Sdegno e disgusto per la possibile ripresa degli interrogatori del “trasformista” Michele nelle udienze del secondo grado di giudizio a Taranto sono stati manifestati da Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, in qualità di rappresentanti legali della famiglia di Sarah, fermamente contrari sia all’ascolto in aula che ad eventuali perizie psichiatriche (peraltro negate dalla Corte) dell’agricoltore e zio della giovane vittima dell’efferato crimine di 4 anni fa.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017