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Processo Concordia, isola del Giglio chiede 80 milioni di danni

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E' iniziato oggi - per essere immediatamente rinviato a mercoledì 17 aprile - il processo per il naufragio della Costa Concordia, costato la vita a 32 persone. Presente alla prima udienza al Teatro Moderno di Grosseto anche Francesco Schettino, che è entrato da un ingresso secondario nella sala adibita ad aula di tribunale per l'altissimo numero di parti offese attese (4.209).

Naufragio Concordia, Costa Crociere patteggia un milione di euro

Il comandante - rinviato a giudizio lo scorso 25 febbraio per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, abbandono della nave e di persone incapaci e per mancata collaborazione con le autorità marittime - ha fatto sapere tramite i propri avvocati che ha intenzione durante il dibattimento di raccontare la sua verità, ma al momento a tenere banco è la notizia che l'isola del Giglio ha avanzato nei confronti di Costa Crociere una maxi richiesta di risarcimento.

"Abbiamo formalizzato la nostra richiesta di costituzione di parte civile per ottenere un risarcimento danni che è stato quantificato in misura non inferiore a 80 milioni di euro", ha dichiarato l'avvocato del Comune, Alessandro Maria Lecci, aggiungendo che comunque "l'ammontare definitivo dei danni potrà essere quantificato solo dopo la rimozione della nave", che - stando alle ultime notizie circolate - molto probabilmente slitterà ancora, addirittura sembra all'estate del 2014.

Schettino licenziato dalla Costa: chiede reintegro e arretrati

E mentre il Giglio avanza la sua domanda di risarcimento, anche la Costa Crociere fa sapere di essere intenzionata a chiedere i danni a Schettino: 500 milioni di euro, pari al valore della nave affondata. Una posizione che ha fatto gridare allo scandalo i legali dei familiari delle vittime e che - naturalmente - ha trovato anche la dura opposizione di quelli del comandante. "Ci opporremo con fermezza alla costituzione di parte civile di Costa Crociere, che è responsabile", ha dichiarato l'avvocato di alcuni passeggeri bolognesi, Michelina Suriano, seguita a ruota dal rappresentante di altri 50 turisti di diverse nazionalità, John Arthur Eaves. La compagnia italiana, infatti, la scorsa settimana ha patteggiato un milione di euro per uscire dal processo come imputato e restarvi invece come parte offesa.

Da parte loro anche i legali di Schettino annunciano battaglia: "E' inconcepibile che Costa si costituisca parte civile: il mio assistito si è fidato di un'organizzazione aziendale e ha avuto un incidente sul lavoro", ha dichiarato Francesco Pepe, aggiungendo che il comandante "ha solo la casa, poi non ha altri soldi, è un lavoratore e non ha altri beni con cui poter pagare" e dunque "come fa a risarcire?".

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