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Processo Meredith, Amanda Knox posta foto con cartello su Twitter: "Siamo innocenti"

  • Twitter @amamaknox

Amanda Knox non ci sta e, a 10 giorni dalla sentenza d’Appello della Corte d’Assise di Firenze che la condanna a 28 anni e 6 mesi di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher, posta sul suo profilo Twitter una foto in bianco e nero con un cartello con su scritto “Siamo innocenti”.

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La Knox, che lo scorso 30 gennaio aveva seguito la sentenza sulla tv italiana on-line insieme alla famiglia, durante la sua prima intervista al network americano abc aveva dichiarato di sentirsi come “travolta da un treno” e di essere rimasta incredula della decisione presa dalla Suprema Corte aggiungendo: “Non sono preparata, non potrò mai desiderare di tornare in quel luogo (in Italia ndr)… ma aspetto di leggere le motivazioni. Voglio combattere sino alla fine”.

E la battaglia di Amanda sembra essere appena cominciata con questo gesto simbolico dove lancia un messaggio, scritto di suo pugno esclusivamente in italiano e al plurale per ribadire la sua innocenza e quella di Raffaele Sollecito, coinvolto anch’egli nello stesso processo e condannato a 25 anni di carcere.

Sguardo triste e anche preoccupato quello della foto in bianco e nero della giovane americana: perché se è vero che la Knox non ha alcuna intenzione di tornare in Italia di sua volontà, se la sentenza della Cassazione diventasse definitiva davanti a lei si aprirebbero diversi scenari possibili tra cui quello dell’estradizione che, secondo il giurista americano Alan Dershowitz, sarebbe una soluzione molto probabile, come racconta alla Nbc: “Siamo il Paese che chiede più estradizioni al mondo e dovremmo rifiutarla per una persona condannata per omicidio? È comunque la seconda volta che viene condannata.”. Gli avvocati di Amanda però potrebbero appellarsi al “double joepardy” ovvero il principio della Common Law recepito dalla Costituzione Americana secondo il quale un accusato non può essere giudicato due volte per lo stesso reato.

Amanda, infatti, era già stata condannata a 26 anni in primo grado e successivamente assolta in appello, la sentenza fu annullata dalla Cassazione che dopo un nuovo processo l’ha nuovamente condannata a 28 anni e quindi -di fatto- è passata attraverso ben 5 gradi di giudizio. Se la Knox non venisse estradata (circostanza molto poco probabile date le pressioni dell’opinione pubblica americana), l’Italia potrebbe chiedere che la ragazza sconti la pena nelle carceri americane.

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