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Processo Scazzi: ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano

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6 giorni di Camera di Consiglio, 52 udienze e 9 imputati dopo, i giudici della Corte d'Assise di Taranto oggi poco dopo le 14 hanno letto l'attesissima sentenza del processo per la morte di Sarah Scazzi: ergastolo a Sabrina Misseri e Cosima Serrano e condanna a 8 anni per Michele Misseri. Alla notizia della massima pena per la cugina e la zia della quindicenne uccisa, l'Aula è letteralmente esplosa, prorompendo in un lungo applauso e alcune grida, e la presidente, Rina Trunfio, ha dovuto richiamare duramente all'ordine i presenti.

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Il verdetto di primo grado ha dunque accettato la ricostruzione dei fatti sostenuta dai pm durante tutto il - lunghissimo - dibattimento. A uccidere Sarah sono state Sabrina e la madre Cosima, mentre 'zio' Michele è intervenuto in un secondo momento per aiutarle a far sparire il corpo della nipote. Per questa ragione, la due donne sono state riconosciute colpevoli dei reati di omicidio, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere, mentre Misseri 'solo' di aver nascosto i resti di Sarah in un pozzo nelle campagne intorno ad Avetrana.

Ma il contadino non ha agito da solo: secondo quando sostenuto dagli investigatori prima e dall'accusa poi, a dargli una mano c'erano il fratello, Carmine Misseri, e il nipote, Cosimo Cosma, condannati per questa ragione entrambi a 6 anni di carcere, contro gli 8 richiesti. Uno sconto che la Corte ha applicato pure alla richiesta di pena inizialmente avanzata per zio Michele, di 9 anni. Nessuna attenuante, invece, per Sabrina e la madre Cosima, per le quali il Tribunale ha anche previsto un periodo di isolamento di 6 mesi.

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La Corte d'Assise di Taranto ha altresì disposto che i condannati paghino immediatamente alla famiglia di Sarah una provvisionale complessiva di 130 mila euro e ha riconosciuto alle parti civili il diritto al risarcimento del danno, da quantificare successivamente in separata sede. Infine, i giudici hanno ritenuto colpevole di intralcio alla giustizia l'ex difensore di Sabrina, Vito Russo, condannandolo a 2 anni, e di favoreggiamento Antonio Colazzo, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro, stabilendo per i primi due una detenzione di 1 anno e per l'ultimo di 1 anno 4 mesi. Per tutti e tre la pena è sospesa.

"Chi uccide merita questo", ha commentato asciutta Concetta Serrano, la mamma di Sarah, dopo aver ringraziato i suoi avvocati, la procura e i giudici, mentre Franco De Jaco, uno dei legali di Cosima, a caldo ha dichiarato: "Questa sentenza verrà ribaltata totalmente. La Corte si è presa cinque giorni per ribadire le stesse cose che avevano detto i pubblici ministeri". "Siamo tranquillissimi e siamo convinti che in appello e in Cassazione riusciremo a ribaltare quest'impostazione", ha concluso il difensore, congedandosi dai cronisti.

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