Processo Scazzi, pm: "Ergastolo per Sabrina e Cosima, nove anni per Michele Misseri"

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Ergastolo per Sabrina Misseri e Cosima Serrano: è questa la richiesta di condanna dei pm della Procura di Taranto per le due donne considerate autrici materiali dell'omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, strangolata nell'agosto del 2010 ad Avetrana nella villetta della famiglia Misseri. Si chiude così la fase dibattimentale del processo, con una richiesta di condanna alla pena più alta per la cugina e la zia della giovane vittima, mentre per lo zio Michele, imputato per occultamento di cadavere, l'accusa ha chiesto nove anni di carcere per aver gettato il corpo della giovane vittima in un pozzo nelle campagne di Avetrana.

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Il pm Mariano Buccoliero, davanti alla Corte d`Assise di Taranto, ha motivato così la richiesta nella sua requisitoria: "La procura della Repubblica è costretta a chiedere queste condanne: Sarah è morta dove è stata cresciuta. L'omicidio è durato dai tre ai cinque minuti: lei ha capito in quei minuti che stava morendo per mano di chi diceva di volerle bene". Sabrina e Cosima, che si sono sempre proclamate innocenti accusando Michele Misseri del delitto, avrebbero ucciso la ragazza con crudeltà, senza alcun segno di cedimento: "Nessuna delle due donne ha avuto un momento di resipiscenza, per dire 'fermiamoci, ma che cosa stiamo facendo'".

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Confermato il movente del delitto: a scatenare la furia omicida, secondo il procuratore aggiunto del Tribunale di Taranto che ha condotto le indagini, Pietro Argentino, è stata la gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah, a causa del rapporto speciale che la quindicenne intratteneva con Ivano Russo. "Da parte di Sabrina Misseri non vi era solo il risentimento verso la cugina per aver rivelato un sms di Ivano" ha spiegato il procuratore, o la rabbia per il comportamento di Sarah che aveva riferito al fratello Claudio Scazzi del rapporto sessuale tra Sabrina e lo stesso Ivano, provocando la reazione infastidita di quest'ultimo. Sabrina era arrabbiata anche "per essere stata umiliata da Ivano in presenza di quella che ormai considerava una rivale" in amore e cervaca "sempre di attenuare quello che Sarah avrebbe potuto ancora dire sul suo conto".

Tra le richieste di condanna, anche quella a otto anni di reclusione per Carmine Misseri e nove per Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e cugino di Michele Misseri, entrambi accusati di concorso in soppressione di cadavere. Secondo l'accusa, i due hanno aiutato il contadino a far sparire il cadavere di Sarah dopo il delitto: "C'è stata una distribuzione dei compiti tra i tre responsabili della soppressione del cadavere - ha dichiarato il pm nella requisitoria finale - Michele Misseri, Carmine Misseri e Cosimo Cosma. Solo in questo modo si può giustificare il fatto che Michele si trovi di nuovo ad Avetrana alle 15,45, dopo essere stato al pozzo". Cosma e Misseri, secondo l'accusa hanno fornito all'autorità giudiziaria un alibi falso, che è stato smentito grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche e ai tabulati che dimostrano la loro presenza nel giorno del delitto nei pressi del pozzo in cui è stata ritrovata Sarah.

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